C’è un momento, nella vita di ogni artista, in cui la musica smette di essere solo espressione e diventa necessità. Hyperlove nasce esattamente lì: nello spazio fragile e luminoso che si apre dopo una perdita, quando il dolore non chiede spiegazioni ma verità.
Dopo la scomparsa della madre, figura centrale nella vita e nell’immaginario di Mika, l’artista torna a scrivere come se fosse la prima volta. Non per reinventarsi, ma per restare, restare dentro l’emozione, dentro l’amore, senza più difese.
Hyperlove, uscito il 23 Gennaio (Island Records), è il suo primo album in lingua inglese dal 2019 e segna l’inizio di un capitolo profondamente personale, in cui ogni nota sembra nascere da un’urgenza emotiva autentica.
Il pianoforte torna al centro, come un luogo sicuro, quasi domestico.
È lì che Mika appoggia la voce, formata, teatrale, ma sorprendentemente vulnerabile, ed è da lì che ha preso vita una produzione ricca di sfumature rétro, realizzata interamente con strumenti analogici.
Le sonorità vintage non sono nostalgia, ma una scelta: un modo per rallentare il tempo, per opporsi alla freddezza della tecnologia moderna e riaffermare il potere umano, imperfetto e pulsante, della musica.
Il cuore del disco batte forte in Excuses For Love, singolo e manifesto dell’album.
Una canzone, che invita a spogliarsi delle giustificazioni emotive, a non nascondersi più dietro il controllo o la repressione dei sentimenti.
In Hyperlove l’amore non è mai tiepido: è eccessivo, esposto, a volte scomodo, ma sempre necessario.
Fondamentale, in questo percorso, la reunion con Nick Littlemore (cantante degli Empire Of The Sun e dei Pnau), già al fianco di Mika per The Origin of Love.
Insieme costruiscono un universo sonoro che gioca con la tensione tra vulnerabilità e artificio, tra carne e macchina.
A rendere il racconto ancora più stratificato intervengono gli intermezzi narrativi di John Waters, regista e icona culturale, che con il suo stile ironico e tagliente, spezza e amplifica il flusso emotivo del disco, come una voce fuori campo che osserva l’amore con lucidità e sarcasmo.
Hyperlove non è un album che chiede di essere capito, ma sentito.
È un lavoro che parla di perdita senza diventare cupo, che attraversa il lutto senza rinunciare al colore, alla curiosità, all’energia che da sempre caratterizzano l’universo caleidoscopico di Mika.
Un artista che, dagli esordi di Life in Cartoon Motion a oggi, ha sempre fatto della libertà emotiva una dichiarazione politica.
Il disco apre la strada allo Spinning Out Tour, che porterà Mika nelle arene europee e segna il suo ritorno sui palchi nordamericani.
In Italia, due date molto attese: il 2 Marzo all’Unipol Arena di Bologna e il 4 Marzo alle OGR di Torino (i biglietti li trovate su TicketOne.it).
Concerti che promettono di essere rituali collettivi, momenti di condivisione emotiva più che semplici live.
Sono curioso di ascoltare come verranno suonate dal vivo due canzoni che di questo disco mi sono piaciute al primo ascolto.
Sono Bells e Take Your Problems, quest’ultima una ballad che inizia proprio con suoni che ci fanno tornare a metà anni ’80.
In contemporanea con l’album, è uscito anche il singolo Spinning Out.
Con Hyperlove, Mika firma un album alimentato da curiosità, energia e da una fede incrollabile nel potere dell’amore. Un amore senza scuse, senza filtri, senza paura di essere troppo.
Perché, a volte, è proprio nell’eccesso che si trova la verità.