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OTTODIX “Artificio naturale”: quando la tecnologia è natura

Calendario dei concerti

9 ottobre, VERONA, Gran Guardia, Relazionexpo, ore 9.00, matinée

10 ottobre, PISA, Internet Festival, ore 15.30 NUOVA DATA

 

Link a “Artificio naturale” su YouTube: 

https://www.youtube.com/watch?v=YoqxRtoPz-0

Dopo un tour di cinque date e aver rappresentato l’Italia alla Biennale di Durazzo, in Albania, lo scorso 1° ottobre, OTTODIX — Alessandro Zannier torna a interrogare una delle categorie fondamentali attraverso cui l’essere umano interpreta il mondo: la distinzione tra naturale e artificiale. Lo fa con il video di “Artificio naturale”, nuovo estratto da “Cerebro Mundi”, nono album dell’artista, pubblicato lo scorso 10 aprile da Gelo Dischi e coprodotto con Flavio Ferri dei Delta V.

Ad accompagnare la release, anche la versione strumentale del brano, disponibile dal 9 ottobre su tutte le piattaforme (https://bfan.link/artificio-naturale), e una nuova data: il 10 ottobre Ottodixsarà ospite a Pisa dell’Internet Festival per la conferenza “Net Architettura Detox Land – Progettare la disconnessione”, insieme all’architetto Alessandro Melis. Per l’occasione verrà proiettato un video speciale e presentato un progetto di mappatura sonora della città realizzato con Melis.

Al centro del nuovo video “Artificio naturale”, una domanda tanto elementare quanto radicale: che cosa definiamo “artificiale”? “La diga di un castoro, l’alveare delle api è un manufatto artificiale o naturale? L’AI attuale creata dall’uomo è un pericoloso artificio o un espediente naturale per far evolvere la specie? Tutto ciò che è frutto dell’ingegno di un animale fa parte della natura, che è un’entità neutra, né buona né cattiva. Ci farà evolvere o estinguere? Per la natura non è un problema.” spiega Ottodix.

Nel videoclip realizzato a partire dai visual dello spettacolo in tour, Zannier mette sullo stesso piano robot, alveari, ragnatele e altre architetture viventi: non mondi opposti, ma diverse forme attraverso cui la materia organizza l’informazione. La tecnologia perde così la sua aura di estraneità e torna a essere parte di una continuità evolutiva. Anche l’uso marginale dell’AI, in favore di un’estetica analogica e materica, è una scelta concettuale: non mostrare quanto possiamo simulare la natura, ma suggerire che forse l’artificio è semplicemente la natura che, attraverso di noi, ha imparato a costruire in altri modi.

“Artificio naturale” mette in crisi la possibilità di tracciare una linea netta tra ciò che è naturale e ciò che non lo è. Mentre l’uomo immagina strumenti per sopravvivere, finisce infatti per creare nuove forme di vulnerabilità: l’AI ne è il punto estremo, capace tanto di oltrepassare i limiti cognitivi della specie quanto di moltiplicare errori, conflitti e dipendenze. Ma la natura, che non giudica mai, non conosce progresso né fallimento: conosce soltanto trasformazione.

“Artificio naturale” si inserisce nella visione più ampia di “Cerebro Mundi”, progetto con cui OTTODIX porta avanti una ricerca interdisciplinare per interrogare il cervello umano e alcuni dei suoi istinti più primitivi: la paura, la violenza, l’egoismo e la prevaricazione. Un album composto da 12 tracce: le prime sei dedicate al cervello individuale, le successive a quello che Zannier definisce “cervello planetario”, ovvero la rete di relazioni tra esseri viventi, società, tecnologia ed ecosistemi. Musicalmente, il progetto fonde elettronica, synth, distorsioni, orchestrazioni e pop, mantenendo una forte componente performativa e audiovisiva, con la partecipazione di Nicola Manzan agli archi.

l disco assume anche una dimensione politica e culturale: difendere la conoscenza e la ricerca significa preservare uno dei pochi strumenti capaci di contrastare il brain rot prodotto dalla società digitale e dalla progressiva perdita di complessità del pensiero. Il progetto è stato anticipato dall’installazione audiovisiva Escalation<Involution e dal singolo “Amìgdala”.

Con “Cerebro Mundi”, OTTODIX prosegue inoltre un percorso che comprende concerti, performance, installazioni e sonorizzazioni concepiti come dispositivi capaci di attraversare musei, università, teatri, biennali e spazi non convenzionali. Un percorso in cui l’opera non viene considerata come un oggetto isolato, ma come un ambiente di relazione, capace di dissolvere i confini tra opera, spazio e pubblico e di mettere in connessione suono, tecnologia, conoscenza e sistemi viventi.

CREDITI DEL VIDEO E DEL BRANO

Prodotto da Alessandro Zannier e Flavio Ferri

Registrato da Flavio Ferri presso FOR Room Treviso

Preproduzione: Alessandro Zannier

Mix e Mastering: Flavio Ferri – Republica Recording Studio, Barcelona/Girona

Concept, testi e musiche: Alessandro Zannier

Label: Gelo Dischi

Artwork e regia live show “Cerebro Mundi”: Alessandro Zannier

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