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Vivere a squarciagola

Viaggiare attraverso i libri: andiamo in India

Vivere a squarciagola

Vivere a squarciagola non è solo un libro che racconta di un viaggio in India.

Vivere a squarciagola racconta di incontri, racconta di sentimenti. Il libro è un inno alla vita, alla gentilezza.

Gio Evan ha la capacità di mettere in parole i pensieri, e qui ce ne sono tanti.

Il libro rappresenta l’artista già nella grafica: pagine in cui si trovano frasi sottolineate, piccoli disegni e mappe, frasi scritte ai margini del testo.

Il racconto è interrotto da foto in bianco e nero accompagnate da un ricordo, un aneddoto, un pensiero dell’autore.

Sicuramente un mix interessante che non disturba il racconto, anzi lo completa. Aggiunge qualcosa, fa capire ancora di più ciò che il protagonista ha vissuto durante il suo viaggio.

Mentre leggevo non potevo fare a meno di immaginare di essere lì, in India, e soprattutto non potevo fare a meno di segnare alcuni punti del libro per poterci ritornare sopra.

Sì, questo è uno di quei libri che lo finisci e poi torni subito indietro per rileggere alcuni passaggi. Passaggi che fanno riflettere su che cosa conta davvero.

L’India si presenta piena di suoni, odori, gente, spiritualità. Il protagonista, Leon, la racconta e ti catapulta lì con lui, mentre la percorre senza scarpe, senza soldi e senza telefono. Senza quelle comodità tipiche del mondo occidentale. Durante il suo cammino Leon incontra Giaco, il quale diventa una parte fondamentale di questo viaggio.

Un viaggio che mette alla prova il nostro protagonista. Un viaggio in cui Leon digiuna, dorme senza sdraiarsi, medita, capisce che cosa significa vivere in una comunità. E mentre noi conosciamo l’India, il ragazzo impara a conoscere davvero sé stesso. Abbandona le sue abitudini quotidiane e si lascia andare a quello che incontra, accogliendo gesti, emozioni, sorrisi, aiuto.

Il viaggio diventa crescita, diventa un modo per superare paure, per perdersi e ritrovarsi, per osare e superare limiti o pregiudizi.

Attraverso il susseguirsi di avventure e disavventure, di incontri e di nuovi amici, conosciamo non solo un paese meraviglioso, ma anche l’animo del protagonista. Mano a mano impariamo a conoscere Leon, i suoi gusti, ciò che pensa e ciò in cui crede.

Il protagonista ci mostra l’India e allo stesso tempo ci fa riflettere sulla vita e su tutto quello che vi ruota intorno: amicizia, amore, libertà, sogni, pazienza, ferite, mancanze.

E ci insegna quello che ha imparato lui stesso: la vita va vissuta appieno, col cuore, a squarciagola.

Il libro attraverso la finzione racconta la realtà: Gio Evan tramite Leon racconta il suo viaggio in India, quello fatto a 18 anni.

Anche la lettura di un libro è un viaggio, e per me questa lo è stato, e come tutti i viaggi mi ha lasciato qualcosa.

Non so se riuscirei a fare un viaggio così, non so se riuscirei a superare i miei limiti, ma so per certo che vorrei incontrare ogni singolo volto incontrato da Leon, magari sorseggiando un Chai.

A volte basta una sola persona per farti ritornare a credere in tutte le altre.”
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