Se dovessimo pensare alla carriera di un artista o ad un singolo album non potremmo fare a meno di prescindere anche da tutto ciò che ruota attorno ad esso. Con la rubrica ORBITE GRAVITAZIONALI abbiamo deciso di spostare l’attenzione su tutte quelle persone che hanno contribuito a rendere unico il panorama della musica che tutti i giorni osserviamo, in realtà attorno al pianeta/artista c’è e c’è stato spesso molto di più!
Oggi dedichiamo la nostra rubrica a PHIL SPECTOR
Ambizioso, commovente, sognante, effervescente, intenso, spavaldo, esuberante, romantico, drammatico, teatrale, innocente, sentimentale, scaltro, trascinante, appassionato, sofisticato: Phil Spector.
Harvey Phillip Spector nasce il 26 Dicembre 1939 nel Bronx a New York City, di origini ebree, suo nonno era immigrato dalla Russia e cambiò il suo cognome da Spektor a Spector all’ufficio immigrazione di Ellis Island. Da subito la vita non fu particolarmente clemente con lui, piccolo di statura con una figura mingherlina, mento a punta, labbra sottili, occhi all’ingiù che conferivano uno sguardo perennemente triste, un aspetto dunque che lo rendeva facile preda di atti di bullismo e prese in giro, un tipo solitario ma sempre pronto a prendersi le responsabilità delle sue azioni.
La prima vera canzone che scelsero di registrare, firmata naturalmente da Spector, fu “Wonderful, lovable you“, ma lo stesso Phil non ne fu assolutamente soddisfatto, così dopo un’altra sessione di registrazione e completata la canzone, con un pò di tempo ancora a disposizione, convinse Annette e Marshall a provare un altro brano, “To know him is to love him“, tra le prime canzoni mai scritte da Phil Spector, che aveva usato come titolo l’epitaffio sulla tomba del padre.
All’età di 21 anni Phil Spector era diventato milionario, in 3 anni, fino al 1964 produsse ben 20 hit consecutive! Ma una prima delusione lo devasterà: la collaborazione con Ike and Tina Turner Revue gli fece produrre quello che Spector ha da sempre considerato il suo capolavoro, “River deep, mountain high“, una canzone che però non ebbe successo rappresentando per lui un miserabile fallimento, e che lo portò a chiudersi tra le mura della sua casa diventando di fatto una specie di recluso.