Se dovessimo pensare alla carriera di un artista o ad un singolo album non potremmo fare a meno di prescindere anche da tutto ciò che ruota attorno ad esso. Con la rubrica ORBITE GRAVITAZIONALI abbiamo deciso di spostare l’attenzione su tutte quelle persone che hanno contribuito a rendere unico il panorama della musica che tutti i giorni osserviamo, in realtà attorno al pianeta/artista c’è e c’è stato spesso molto di più!
Oggi dedichiamo la nostra rubrica ad ALEX STEINWEISS

La musica è fatta di note, melodia, emozioni e anche di “volti“, l’identificazione di una canzone o un disco con un immagine è ormai sempre più solidificata, da quando soprattutto la musica è diventata una vera e propria Industria e la figura di chi interpreta un brano è importante quanto la musica stessa. Nell’ambito delle grandi Icone del Rock questo è più che giustificato, artisti con una personalità e un carisma tali da rendere credibile quello che interpretano e anzi ne motivano l’esistenza stessa, pensiamo a Elvis Presley, i Beatles, David Bowie, Michael Jackson, e più recentemente Amy Winehouse.
E sono questi i “volti” che siamo abituati a vedere, ad osannare, perché è attraverso loro che noi fans della musica abbiamo lo scambio diretto; ma spesso ci sono “volti” che rimangono dietro, nascosti dalle luci della ribalta, e mi riferisco a tutti quei personaggi che, senza metterci la faccia in prima persona, hanno avuto nella storia della musica un importanza assoluta, non solo nella parte creativa, ma anche nella costruzione stessa degli idoli che sono poi andati ad affollare con poster le pareti delle camere di adolescenti , e non solo, di tutto il mondo.
Senza falsa retorica e giri di parole, se qualcuno nomina il disco “Abbey Road” dei Beatles, qual’è la prima cosa che ci viene in mente? Esatto! (non barate) i quattro “scarafaggi” che in fila attraversano le strisce pedonali davanti agli Abbey Road studios a Londra, un immagine talmente iconica che anche chi non abbia la più pallida idea che si tratti di una copertina di un disco (e provo sincera “tenerezza” per queste persone) ne ha comunque conoscenza. Ed è questa l’intuizione che porta Alex Steinwess a proporre ai dirigenti della Columbia Records di stampare copertine colorate che attirassero l’attenzione del pubblico e che differenziassero un prodotto discografico dall’altro. “Già da ragazzino pensavo di progettare copertine per la musica – racconta Steinwess in un intervista fatta qualche anno prima della sua morte – era nella mia anima, amavo la musica e ho voluto diffondere la “bellezza” della musica e fare in modo che la gente ne potesse assaporare una fetta”.