Roma non è mai una tappa qualsiasi per i Negramaro. Ieri al Rock in Roma l’Ippodromo delle Capannelle si è trasformato in un grande concerto fatto di ricordi, emozioni e canzoni che, dopo oltre vent’anni, continuano a rievocare le prime volte.
L’ingresso in scena è stato affidato a Luna piena, preceduta da un suggestivo colpo d’occhio: grandi lune gonfiabili hanno fatto la loro comparsa tra il pubblico e sopra il palco, trasformando l’area concerti in un paesaggio sospeso tra sogno e realtà. Un’immagine poetica e potente, perfetta per dare il via a una serata in cui la componente visiva ha avuto un ruolo centrale.
La scenografia, essenziale ma estremamente evocativa, si è sviluppata attraverso grandi pannelli led e una fitta trama di luci che tagliavano il palco come linee al neon. Sui maxi-schermi scorrevano scritte frammentate, simboli e sequenze luminose che ricordavano codici digitali in continuo movimento. In alcuni momenti, lo spettacolo ha virato verso sonorità dalle evidenti derive techno: pulsazioni elettroniche, ritmi incalzanti e giochi di luce sincronizzati hanno trasformato il concerto in un vero e proprio dancefloor a cielo aperto. Giuliano Sangiorgi, padrone assoluto della scena, ha più volte invitato il pubblico a saltare a tempo, creando un’onda di energia collettiva che ha attraversato l’intera platea.
Durante l’introduzione di La prima volta Sangiorgi ha ricordato l’ultimo concerto romano dei Negramaro nella stessa location nel 2006, creando un ponte ideale tra quella stagione e il presente, salutando i figli Stella e Michele, presenti nel pubblico. Un momento non solo di celebrazione di una carriera, ma il racconto di una storia che continua a evolversi e a passare simbolicamente da una generazione all’altra.
Tra i momenti da ricordare l’omaggio a Lucio Dalla con Canzone. La voce di Giuliano Sangiorgi ha scelto il registro della delicatezza, lasciando che fosse il pubblico a completare le strofe del brano in un lungo coro collettivo. È stato uno di quei momenti in cui il concerto smette di essere soltanto uno spettacolo e diventa memoria.
Ospite del live Arisa, che insieme ai Negramaro ha interpretato Solo per te, regalando al pubblico un duetto intenso e delicato, giocato sulle sfumature delle due voci e accolto da una lunga ovazione.
Quella di Roma è stata la seconda data di Una storia ancora semplice, il nuovo tour estivo dei Negramaro, pensato per riportare la band nei grandi spazi all’aperto e celebrare un percorso artistico capace di rinnovarsi senza perdere la propria identità. Il concerto ha confermato l’identità del nuovo tour, che alterna brani recenti e grandi successi, attraversando oltre vent’anni di repertorio senza soluzione di continuità. È un percorso musicale che non punta alla semplice nostalgia, ma alla volontà di rileggere il proprio passato con occhi nuovi, mantenendo intatta la forza emotiva delle canzoni e ieri i Negramaro hanno lasciato il palco così come erano entrati: con la rara capacità di rendere ogni concerto qualcosa di profondamente personale e, allo stesso tempo, universale.
A Roma non è andato in scena soltanto un live, ma una grande celebrazione del tempo che passa, dei legami che restano e di quelle canzoni che continuano a trovare nuovi significati ogni volta che vengono cantate insieme.
Live report di Giovanna Pareo