Oggi in questa rubrica settimanale, voglio parlarvi di un disco che uscirà tra un po’ che secondo me però, ha un grande valore storico.
Il prossimo 21 Agosto verrà pubblicato Roots, Rock, Reggae: Live At The Hammersmith Odeon, un nuovo (si fa per dire) album dal vivo, che documenta uno dei momenti più significativi nella carriera di Bob Marley & The Wailers.
Il disco raccoglie infatti, le registrazioni dei concerti tenuti all’Hammersmith Odeon di Londra tra il 15 e il 18 Giugno 1976, una serie di serate tutte esaurite che segnarono una fase decisiva nell’affermazione internazionale di Bob Marley.
Per la prima volta queste esibizioni vengono presentate in forma ufficiale grazie al recupero e al restauro dei nastri multitraccia originali.
Pubblicato da Tuff Gong / Island / UMe, l’album conterrà 18 brani (uno è un medley) e sarà disponibile in formato digitale, doppio CD e doppio vinile 180 grammi, comprese alcune edizioni speciali su vinile colorato.
Questa nuova pubblicazione, sarà accompagnata da un corposo apparato iconografico, con fotografie scattate durante gli spettacoli londinesi.
La confezione apribile mostrerà un’immagine a figura intera di Bob Marley sul palco, mentre le note di copertina sono firmate da Don Letts, figura centrale della cultura reggae britannica.
Nel 1976 Bob Marley stava vivendo una fase di crescita artistica e popolare; due anni prima Eric Clapton aveva portato I Shot The Sheriff al primo posto delle classifiche statunitensi, contribuendo ad ampliare la notorietà del repertorio di Marley (la canzone era nell’album Catch A Fire dei Wailers uscito nel 1973).
Natty Dread uscito nel 1974, aveva consolidato il suo profilo internazionale, mentre Live! con la versione registrata dal vivo di No Woman, No Cry avevano ottenuto ottimi risultati nel Regno Unito.
Fu proprio in questo contesto, che arrivarono i concerti londinesi dell’Hammersmith Odeon, poco tempo prima che Rastaman Vibration diventasse il primo album di Bob Marley a entrare nella Top 10 americana.
Per decenni si è parlato e scritto dell’esistenza di registrazioni professionali di quelle serate; al di là di alcuni bootleg incompleti, sembrava infatti che il materiale fosse andato perduto.
Il ritrovamento dei nastri negli archivi, ha invece permesso di ricostruire quel capitolo della storia del Re del reggae.
Per l’album sono state selezionate (com’era giusto che fosse), le versioni migliori dei vari brani registrati in quelle tre serate del Giugno 1976.
All’interno di questo disco, potrete ascoltare alcune vere e proprie chicche, ad esempio la rara Bend Down Low (in scaletta soltanto nell’ultima serata londinese), una versione estesa di Crazy Baldhead e una intensa interpretazione di Lively Up Yourself.
A chiudere l’album, anche il lungo bis che comprende un medley tra War e No More Trouble e una coinvolgente Get Up, Stand Up della durata di oltre dodici minuti.
Nelle note di copertina Don Letts descrive l’atmosfera di quelle serate, come quella di: “un teatro gremito di spettatori che improvvisamente condividono lo stesso battito cardiaco”.
Un’immagine perfetta e appropriata, per raccontare quei concerti che ritraggono Bob Marley & The Wailers nel momento in cui stavano trasformando il reggae in un linguaggio capace di parlare a un pubblico globale.
Anche grazie a tutto questo, arrivarono poi Exodus, Kaya, Survival e Uprising.