Questa sera al Festival delle Invasioni in Piazza VX Marzo a Cosenza, era attesissimo il concerto dei Litfiba, unica data in Calabria, con l’album storico 17 Re, che quest’anno compie 40 anni. Portati benissimo, direi, vedendo la grande partecipazione dei fans.
Non solo portano sul palco uno degli album più belli, ma torna la formazione originale, Pelù ,Ghigo, Maroccolo e Aiazzi e la presenza di Luca Martelli alla batteria.
La piazza era scatenata. Piena di ragazzi dell’86 ora brizzolati, ventenni, ma anche piccoli fans (mentre mi dirigevo verso il palco ho sentito un papà, che spingendo un passeggino, insegnava al figlio a dire : Litfiba … con tutta la grinta e la gioia che può metterci un bambino).
Arrivata nella bella cornice della Rendano Arena, mi sono trovata davanti una folla di gente in fermento per l’inizio del concerto, diciamo che se ci fossi capitata per sbaglio, sarebbe stato difficile non capire chi si stesse per esibire da li a poco. E Pelù & C. non hanno assolutamente disatteso le aspettative sfoderando un live duro che arriva alla pancia. Sia per le canzoni che per le nette prese di posizione di Piero che dal palco certo non le manda a dire. Del resto, per chi c’era già 40 anni fa, non è certo una novità e, forse, è anche questa sue genuinità che lo fa apprezzare cosi tanto.
Questo album è legato alla famosa trilogia del potere che inizia con Desaparecido e si conclude con Litfiba 3. Lo scopo era di raccontare tutto il potere nelle sue forme politiche, religiose, sociali e psicologiche. Viene considerato un capolavoro del rock e della new wave italiana.
Piero Pelù sembra non aver perso lo smalto e la cazzimma che lo contraddistingue. Quei brani non hanno perso la capacità espressiva, come se non fossero invecchiati di un giorno.
Ci sono dischi e band che fotografano un epoca, e altri che continuano a scriverla. I Litfiba , stasera hanno dimostrato di appartenere a quest’ultima categoria.