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Intervista ai Cosmedia

“Dal momento che” dei Cosmedia è un album che scava nelle complesse trame delle relazioni umane, offrendo un ritratto intimo del senso di inadeguatezza che spesso accompagna questi intricati legami. Questo contribuisce a creare un’atmosfera autentica e genuina, rendendo l’ascolto un’esperienza intima. La progressione delle tracce riflette il percorso di crescita personale, dando all’ascoltatore l’opportunità di immergersi completamente nell’evoluzione della band.

Con questo lavoro, i Cosmedia riescono a catturare l’essenza delle emozioni umane, mettendo in luce il percorso di crescita, consapevolezza e superamento del malessere.

 

Il disco si apre con Impossibile da amare, un primo piano sonoro che esplora la fragilità dell’amore e della connessione umana. La voce del cantante guida l’ascoltatore attraverso un labirinto di emozioni, creando un legame immediato con il tema centrale dell’album. Saudade aggiunge un ulteriore dettaglio, con una melodia avvolgente che si insinua nelle pieghe più profonde dell’anima.

La band si lancia in panorami sonori con Magari e Puzzle, offrendo una visione più ampia delle dinamiche relazionali. L’album si spinge ulteriormente nell’esplorazione dell’interiorità con Marzo ed io e Dinamiche, dove le immagini sfocate diventano il veicolo della difficoltà di essere riconosciuti nelle complesse dinamiche relazionali. Le linee vocali, che oscillano tra l’alternativo e il pop, aggiungono un tocco di versatilità al già variegato paesaggio sonoro.

Le tracce si sviluppano con arrangiamenti che richiamano le radici dell’alternative rock degli anni ’90 e ’00, mescolate con influenze post-punk degli anni ’80. Questo amalgama di stili musicali conferisce all’album una ricchezza che si riflette nei testi evocativi.

Benvenuti su 100Decibel. Dal Momento Che” può essere interpretato come un inizio, un punto di partenza. Qual è il significato dietro questo titolo?

Molte delle storie raccontate nei nostri brani rappresentano la fine di qualcosa, la chiusura di un ciclo, l’interruzione di un equilibrio. Dal momento che è un po’ il modo per ricominciare avendo a disposizione le macerie di una situazione precedente, sfruttandole come materiale di costruzione per qualcosa di nuovo. L’idea del titolo in realtà è nata totalmente per caso, eravamo a un bar con la nostra label ed è venuta fuori questa frase, e ci ha colpiti come titolo di un album, probabilmente perché rappresenta molto bene i significati che ho descritto in precedenza.

Il tema della inadeguatezza nelle relazioni è evidente in tutto l’album. Potete condividere alcune delle esperienze personali o fonti di ispirazione che hanno guidato la creazione di questi brani?

Non credo avrebbe molto senso condividere le fonti di ispirazione o le esperienze, non solo per ragioni di riservatezza riguardanti noi e le persone che ci stanno intorno, ma perché toglierebbe senso alla musica. Le nostre esperienze personali sono un punto di partenza per scrivere qualcosa che speriamo possa essere universale, colpire diverse persone con le loro diverse esperienze, raccontare cosa le ha ispirate toglierebbe questa universalità.

Ogni canzone è un piccolo quadro delle relazioni umane. Posso chiedervi di svelare quale brano avete trovato più difficile da scrivere o da interpretare?

Di sicuro la più scrivere da difficile è stata Puzzle, poiché è stata scritta in diverse fasi e il testo rappresenta parti delle nostre vite che in fase di composizione non erano ancora state superate. Ci abbiamo messo quasi due mesi a comporla, ed è stato un calvario, ma sentivamo che stavamo scrivendo un brano intenso e che ne sarebbe valsa la pena. La più difficile da interpretare forse per noi e Jacopo, perché il testo colpisce nei punti giusti anche chi canta, e cantarla con indifferenza è piuttosto difficile.

Come avete concepito la copertina del disco?

La copertina, come è facilmente intuibile, è ispirata a Puzzle, ultimo brano dell’album. Sono visibili due mani che cercano di unire due pezzi di un puzzle, evidentemente incompatibili. Il dettaglio importante è che nei pezzi del puzzle è visibile un volto; dunque, il processo di ricostruzione riguarda la persona del protagonista. Dopo essere andati in pezzi non è più possibile ricomporsi come prima, e da questa idea è nata la realizzazione della copertina.

La vostra musica è chiaramente influenzata da generi diversi, dai suoni degli anni ’90 e ’00 all’atmosfera post-punk degli anni ’80. Quali sono alcune delle band o degli artisti che hanno avuto una forte influenza su di voi?

Questa è una domanda piuttosto complicata a cui rispondere, perché non è facile trovare band o artisti che siano una fonte di influenza per tutti i membri del gruppo, dato che siamo tutti compositori in fase di arrangiamento. Probabilmente c’è una leggera influenza dei “Verdena” da qualche parte, un’influenza dei “Cure” che si può sentire in parti diverse, ma anche dei rimandi alla scena alternative italiana tra gli anni ’90 e ’10. Credo che in ogni caso, prevalentemente, nel nostro album non sia possibile sentire molte influenze proprio perché abbiamo cercato di creare un sound nuovo e riconoscibile.

Infine, cosa sperate che gli ascoltatori portino con sé dopo aver ascoltato “Dal Momento Che“?

Spero che con l’ascolto del nostro album le persone abbiano trovato nuova musica con la quale provare delle emozioni, delle sensazioni, e possano portare qualcosa con sé. Alla fine, è questo lo scopo della buona musica, nient’altro.

TRACK LIST:

  • Impossibile da amare
  • In discoteca
  • Dinamiche
  • Marzo ed Io
  • Magari
  • Saudade
  • Jacopo
  • Puzzle
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