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Intervista a “XCorsi”

Generazione in fissa il nuovo singolo dei Xcorsi emerge come un manifesto vibrante, quasi un inno per una generazione che si ribella contro le etichette imposte dalla società, soprattutto in riferimento alle preferenze musicali e agli stereotipi di età che spesso le accompagnano. 

La canzone affronta il tema dell’arbitrarietà con cui la società etichetta le scelte musicali basandosi sull’età, interrogandosi sul perché debba essere considerato inusuale per una persona di quaranta anni apprezzare la trap o per un diciannovenne ascoltare Mozart.

Benvenuti, Xcorsi! Tra palchi famosi e il vostro crescente repertorio, sembra che abbiate percorso un lungo viaggio dal 2008. Come descrivereste la vostra evoluzione musicale in questi anni?

Ciao 100Decibel! Beh, che dire, metà della nostra vita passata a sognare con gli stessi amici. Già questo è un lusso. Siamo passati dal sognare il primo live assieme, allo scrivere la nostra prima canzone, al registrarla in studio, per poi sognare il primo album, la prima intervista, il primo grande palco per poi tornare a sognare di scrivere ancora. Potremmo definirlo come il nostro “Xcorso”, e come diciamo nel nostro album “un equilibrio, che ad ogni passo ritorna”. Siamo passati dall’essere degli adolescenti che sognavano di crescere a dei trentenni che possono tornare un po’ bambini quando suonano assieme. 

Nel 2020 avete pubblicato “Equilibrio“, il vostro primo disco autoprodotto. Qual è stata la sfida più grande nel passare all’autoproduzione?

La mancanza di un confronto. Il ruolo del produttore in una sessione di scrittura/registrazione non è solo quello di “registrare”, ma anche portare attivamente la sua esperienza nella scelta di questa o quella soluzione che tra di noi musicisti può sembrare scomoda, quando invece sarebbe la migliore in termini discografici o radiofonici. Detto questo, però, ci siamo anche tolti la grande soddisfazione di scrivere 7 brani che rispecchiavano sia musicalmente che testualmente quello che in quel preciso momento pensavamo, senza dover scendere a compromessi con nessun esterno. Oltre che ovviamente l’enorme ammontare di tempo che abbiamo dedicato al mix delle singole tracce. Ma la soddisfazione ci ha ampiamente ripagato. 

Avete aperto il concerto di Elio e le Storie Tese nel 2022. Cosa avete imparato da quella serata?

Dal pomeriggio eravamo immersi nella musica assieme agli altri artisti emergenti, abbiamo ascoltato con entusiasmo il check degli Elii, abbiamo scambiato musica ed opinioni con tante altre persone che condividevano il nostro stesso sogno. Trovarsi in un ambiente così colmo di “arte” ci ha confermato per l’ennesima volta che vorremmo trovarci più spesso in queste situazioni, e dobbiamo quindi lavorare sempre di più. 

Con oltre 200 date live alle spalle, avete un ricordo di un concerto che vi sta particolarmente a cuore?

Teatro di San Massimo 2010. Immaginatevi di avere 17 anni e decidere di voler organizzare un live in teatro. Teatro da 300 posti a sedere. Ci siamo messi mesi in anticipo a programmare le scalette, a provare le canzoni e gli stacchi, a preparare i video di presentazione e a provinare le band di apertura. Il tutto senza avere la certezza di quante persone avremmo portato. Quel teatro l’abbiamo riempito. Sia quell’anno che quello successivo! È uno dei più bei ricordi che abbiamo.

Potreste raccontarci di più su “Generazione in fissa“? 

Il brano nasce dalla rivelazione che una canzone ignota che ci si era piantata in testa era in realtà un brano Trap, un genere che avevamo fino ad allora etichettato come non appartenente alla nostra generazione di rockettari e punkettoni, e quindi mai approfondito. Questo brano ci ha colpito musicalmente e nel significato del testo, da lì si è scatenato questo turbinio di riflessioni che ci ha spinto a scrivere questo brano. Grazie Madame! Se andrete a cercare su Youtube “Generazione in fissa – Xcorsi” troverete anche la visione che Alessandro Guerra, il nostro Videomaker, ha avuto per questo brano. La protagonista, con tutti i richiami agli anni 90, è in fissa con la TV ma pur zappando tra i canali può trovare solo noi Xcorsi vestiti in modo diverso. Lei è in fissa, e l’unico modo che ha per uscirne è in realtà quello di entrarci dentro. Un paragone con l’attuale generazione, dove ci si trova a scrollare all’infinito per trovare sempre gli stessi contenuti con una patina diversa, e l’unico modo per non farsi trascinare è quello di entrarci volontariamente come protagonisti. 

Quali sono i vostri progetti futuri?

È un momento in cui ci sentiamo particolarmente liberi. Liberi di dire quello che pensiamo, di scrivere quanto e come vogliamo, tutti allineati in un solo obiettivo: esplorare il mondo al di fuori delle mura di Verona armati della nostra musica e della nostra determinazione. Cerchiamo nuove collaborazioni e nuovi palchi, ne avresti qualcuno da proporci? 😀

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