Non poteva che finire così: con Lorenzo Cherubini che torna nella città in cui è nato e cresciuto per calare il sipario sul suo Jova Summer Party 2026 – L’Arca di Loré, il progetto itinerante partito la scorsa estate dalla Sardegna e passato per il Sud Italia prima dell’approdo finale nella Capitale. Sabato 12 e domenica 13 settembre il Circo Massimo si è trasformato in una piazza a cielo aperto, con porte alle 15 e musica dalle 16.30, per due pomeriggi-sera pensati più come festa collettiva che come concerto in senso classico.
Circa 45mila persone hanno riempito l’area per la prima delle due date, quella di sabato, in quella che è stata raccontata come una vera festa di ritorno a casa per l’artista, cresciuto a Roma fino ai vent’anni.
Ad aprire lo show, parole cariche di emozione, con l’artista che si è detto sopraffatto da un “sentimento oceanico”.
Sul palco, Jovanotti si è confermato giocoliere e padrone di casa, ricordando come “tutte le strade partono da Roma e tornano a Roma”, mentre dietro le quinte raccontava ai giornalisti l’atmosfera particolare delle due giornate, definendo l’esperimento riuscito perché il pubblico “si diverte molto”. Non sono mancati gli striscioni ironici del pubblico, che lo hanno paragonato a un gladiatore, gioco di parole raccolto con autoironia dallo stesso Lorenzo.
A scaldare la folla prima del set principale, il dj internazionale Benny Benassi, prima che Jovanotti inanellasse i suoi più grandi successi, da “Tanto” a “Gimme Five”, da “Penso positivo” a “Le canzoni”, fino a “Mi fido di te” e “I love you baby”. La domenica, seconda e ultima data, ha visto invece Afrojack come guest star, a conferma della formula ibrida tra concerto e dj set che ha caratterizzato l’intero tour.
Un finale in famiglia, per un progetto che ha reinventato l’idea stessa di tournée — e che a Roma ha trovato, forse, il suo epilogo più naturale.
Il Jova Summer Party di Circo Massimo
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