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Il carisma degli Arctic Monkeys conquista Roma

In questo anni di fotografa live  ho visto diversi live e diverse tipologie di fan tra il  pubblico, ma poi incontri una mamma e un figlio 13enne – fan agguerrito e chitarrista -ne resti ammaliata e non puoi fare a meno di dedicarti a loro chiedendo di raccontarti la loro esperienza al live e così lascio la parola a loro per parlarvi di questo fantastico show degli Arctic Monkeys.

Una madre e un figlio

di Flavio e Charo

Dopo una attesa di mesi (biglietti presi il 7 dicembre, e meno male perché poi è stato subito sold out ) arriva il giorno del Concerto con la C maiuscola!!

Siamo due mamme e due adolescenti di 14 anni (Flavio e Sara) con gusto per la buona musica ad aspettare in un angoletto ombrato della zona pit senza perderci d’animo dalle 15.15, con tanto di cartellone dedicato ad Alex l’affascinante frontman della band (ma a lui torneremo dopo), fatto da mio figlio appassionato di chitarra elettrica.

Gli Arctic Monkeys non si esibiscono nella capitale dal 2018 e finalmente sono tornati.

Puntualissimi da buoni britannici si apre il concerto con una ipnotizzante Sculptures of Anything Goes (contro pronostico che prevedeva Brianstorm come canzone di apertura) che crea una bellissima atmosfera e ci prepara per il seguito, attacca Brianstorm e si aprono le danze…

Bello, bravo, elegante..e figo Alex Turner il frontman della band britannica più importante dell ultimo decennio, ci da una lezione su come tenere gli occhi incollati a lui e alle sue chitarra per ben una ora e 40 minuti, insieme ai suoi compagni (bravi altrettanto)

Hanno suonato senza soffermarsi troppo in saluti o interagire con il pubblico (giusto un paio di grazie mille in italiano e poco più) che cantava a squarciagola insieme a lui.

Segue poi Snap Out of It con una “crowd” da urlo (letteralmente)
Don’t Sit Down ‘Cause I’ve Moved Your Chair
Crying Lightning il classico proveniente dal terzo album Humbug ormai un icona per loro
Teddy Picker (is back) con il suo fantastico assolo
The View From the Afternoon
Four Out of Five
Why’d You Only Call Me When You’re High?
Arabella
Fluorescent Adolescent
Perfect Sense
Do Me a Favour
Cornerstone
There’d Better Be a Mirrorball a cui segue l’aspettissima mirrorball che resta per le prossime 4 canzoni
505
Do I Wanna Know? probabilmente le più emozionanti ed iconiche di questo gruppo

Body Paint con un solo mozzafiato di 4 minuti che lascia tutti a bocca aperta

I Wanna Be Yours assieme a Star Treatment come speravo

Credo che uno dei momenti più magici sia stato l’interpretazione di 505, con la palla luccicante e l’illuminazione sul palco e il pubblico

Un atteso bis che non è stato chiesto calorosamente dal pubblico, (non si sa perché) nonostante ciò Gli Arctic Monkeys ci salutano con I Bet You Look Good on the Dancefloor e finalmente R U Mine con un pubblico stregato e arreso ai piedi Di Alex saltando e cantando scatenati.

Da citare anche the Hives che hanno suonato prima di loro e che ci hanno preparato per ricevere già scaldati agli Arctic Monkeys

Bellissimo concerto  che lascia con la voglia di ripetere al più presto!
Arriviamo a casa stanchi, senza voce ma felici! Con un vuoto incolmabile che potrà essere riempito solo da un altra interpretazione di Alex Turner magari al Wizink Center di Madrid!

Alla prossima

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