Ieri sera, a Roma, il Teatro Studio Borgna dell’Auditorium Parco della Musica ha ospitato uno spettacolo fuori dagli schemi, capace di muoversi con grazia sul filo sottile che unisce musica e letteratura.
Protagonisti della serata Petra Magoni e Finaz, che hanno portato dal vivo Equilibrismi (Fonè Records), progetto pubblicato lo scorso Ottobre.
Già dal titolo, Equilibrismi rivela la propria anima: un continuo gioco di bilanciamento tra suono e parola, tra istinto musicale e profondità letteraria. I libri, infatti, non sono un semplice riferimento, ma la vera ossatura del disco.
Come ha raccontato Petra Magoni, il processo creativo nasceva da uno scambio essenziale e poetico: Finaz le inviava una musica e lei, lasciandosi guidare dalle suggestioni sonore, sceglieva dalla propria libreria il testo che meglio potesse abitarla.
Ne emerge un dialogo sorprendente, in cui convivono voci e mondi lontani tra loro ma incredibilmente affini.
Tra gli autori evocati e reinterpretati trovano spazio Pier Paolo Pasolini, Dante Alighieri, Filippo Tommaso Marinetti e persino John Lennon, a testimonianza di una ricerca libera, colta ma mai autoreferenziale.
L’apertura del concerto è stata affidata “immeritatamente a me“: un breve intervento introduttivo per raccontare al pubblico la genesi del progetto e offrire qualche chiave di lettura prima di lasciar spazio alla musica.
Da quel momento in poi, la scena è diventata un territorio condiviso, dove chitarra e voce hanno intrecciato narrazione, ironia, emozione e ascolto profondo.
A completare il racconto della serata, alcune fotografie scattate durante il concerto.
Spero siano capaci di restituire l’intimità del palco, la complicità tra i due artisti e quell’equilibrio fragile e potentissimo che dà il nome allo spettacolo.
Equilibrismi non è solo un concerto, ma un’esperienza: un invito a rallentare, ad ascoltare le parole con le orecchie e la musica con gli occhi, lasciandosi attraversare da entrambe.