Vi svelo un segreto. Sono Calabrese. Ve ne svelo un altro. Sono ORGOGLIOSAMENTE Calabrese. E lo sono sempre stato anche nei periodi “bui” della mia meravigliosa terra. Immaginatevi, dunque, la mia felicità estrema nel poter assistere (e immortalare per voi) ad un evento come quello tenutosi all’ Anfiteatro “Maurizio Grande” dell”Unical, nell’ambito di UnicalFesta (curata dall’Area Socialità dell’Università della Calabria , dalla Protettrice del Centro Residenziale Elvira Brunelli e dal Delegato del Rettore alla Socialità del Campus Giuseppe Guido).
Contemporaneamente sul palco c’erano tre eccellenze assolute di questa regione (e non solo!). Partiamo dal moderatore. Fabio Vincenzi responsabile artistico e direttore del Teatro Auditorium Unical e figura di riferimento del CAMS (Centro Arti Musica e Spettacolo) dell’Università della Calabria. Un cardine assoluto dell’Ateneo. Passiamo al primo dei due protagonisti del talk.
Il Magnifico Rettore dell’ Unical Gianluigi Greco. Un luminare a livello nazionale nel campo dell’AI (da gennaio 2022 è Presidente dell’Associazione Italiana per l’Intelligenza Artificiale) oltre che il Rettore più “cool” di tutta Italia.
E poi c’è lui…Dario Brunori, in arte Brunori Sas, per noi semplicemente “Dariù”. Cantautore strepitoso, persona splendida, emblema di quella calabresità sana fatta di genio e “vilienzia” (vi vedo che state googlando ma non vi spoilero nulla) e che, a mio modo di vedere, è uno dei migliori autori che ad oggi abbiamo in Italia.
Quest’ultima frase non l’ho messa a caso perché l’argomento del talk era proprio l’incidenza che l’AI ha in ambito musicale e creativo in generale. Dibattito piacevolissimo. Interessantissimi gli spunti dati dal Rettore. Pur “difendendo”, ovviamente, la validità del “progetto AI”, il Prof. Greco ha spronato i ragazzi a non accettarlo “passivamente”. In fin dei conti è pur sempre uno strumento, per quanto “miracoloso” possa sembrare, e siamo noi ad “educarlo”. Spesso si dice che l’AI ci sostituirà nel lavoro. secondo il prof.Greco, invece, la “battaglia” del lavoro la vinceranno coloro i quali sapranno utilizzare al meglio questo strumento.
Brunori, dal canto suo, accoglie piacevolmente gli spunti del Rettore e li permea d’ironia come lui solo sa fare. . Non è contro lo strumento “tout court” come molti suoi colleghi, ne è assolutamente incuriosito ma ha la consapevolezza che, in fondo, non potrà mai sostiuire quel “miracolo” che è scrivere una canzone (o comunque un prodotto artistico in generale).
Al di là delle sue fantastiche battute e aneddoti (come quello di ChatGPT utilizzata per la richiesta di passo carrabile al Comune di San Fili), un concetto mi ha particolarmente colpito. Ad un certo punto Dario dice: “Ammettiamo che un domani l’AI sia veramente in grado di creare una canzone esattamente come il cantautore la creerebbe, con la sua stessa sensibilità, il suo stesso modo di scrivere. Se consideriamo la sensazione meravigliosa, miracolosa che un cantante sente quando nasce una canzone…vogliamo veramente privarcene e delegare il tutto ad una macchina?”
Sicuramente il discorso è ampio e probabilmente ognuno di noi troverà un po’ di ragione in entrambe le “fazioni”.
Io, però, una certezza ce l’ho. Quando Brunori, come alla fine del dibattito, imbraccia la chitarra e inizia a cantare percepisco una “magia” che ChatGPT non mi potrà mai dare (rima assolutamente non voluta…sarà Dario che mi ispira!).