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Alex Giuliani: le impressioni sulla prima serata del Festival di Sanremo

Festival di Sanremo 2023. L’evento televisivo dell’anno, per una settimana tutti gli italiani saranno esperti di Musica. E noi non volevamo essere da meno, con la differenza che lo facciamo senza prenderci sul serio e col sorriso sulle labbra. Il nostro Alex Giuliani dal divano di casa sua sarà un attento osservatore della kermesse e cercherà di strapparci un sorriso, che di questi tempi non può che farci bene.
Nessuno si senta offeso. Se vi offendete siete solo dei vecchi catorci (cit.)

Le impressioni di Alex Giuliani sulla prima serata di Sanremo 2023:

  •  Amadeus sale per la quarta volta sul palco dell’Ariston con la solita giacca fatta con l’incarto di un Ferrero Rocher fondente
  • Insieme a lui c’è Gianni Morandi che invece indossa una giacca fatta col sipario di un Festival di Sanremo del 1972
  • Gianni Morandi, dimenticando di avere le mani grosse come Dave Grohl nel video di “Everlong”, nell’atto di salutare schiaffeggia le prime tre file dell’Ariston
  • Gianni Morandi appare in gran forma, nonostante abbia una tinta di capelli tragicamente color ebano macassar (codice esadecimale #290303) che lo fa sembrare il Playmobil di Gianni Morandi
  • Amadeus, in conferenza stampa, aveva presentato Chiara Ferragni dicendo: “La gente sarà sorpresa di conoscerla. L’hanno sempre vista dentro a un telefonino”. In effetti, ora che l’abbiamo vista dentro a una tv, la sento come una sorella
  • Amadeus aggiunge: “Ho provato a farla cantare, ma niente”. Peccato, in mezzo a tutti i cani di quest’anno, non avrebbe sfigurato
  • Chiara Ferragni, prima di salire sul palco dell’Ariston, ci tiene a precisare che non è né una conduttrice e né un’attrice. Però bisogna ammettere che ha un talento smisurato per guadagnare 100.000 euro in una sola sera senza saper fare un cazzo
  • Chiara Ferragni come co-conduttrice appare subito utile come la fermata della metro B Quintiliani. Per carità, mai quanto suo marito, che è utile come la scala mobile rotta della fermata della metro B Quintiliani
  • Chiara Ferragni aveva detto: “sul palco porterò me stessa”. Potrebbe essere una frase banale, ma non lo è. Fosse stata schizofrenica, avrebbe portato un’altra
  • Sanremo inizia con il monologo dell’onnipresente e sempre più innocuo Benigni, che decanta la bellezza della nostra Costituzione e cita gli articoli 11 e 21. Per fortuna non ha citato gli Articolo 31
  • Presente in sala, per la prima volta nella storia, un Presidente della Repubblica. Mattarella evidentemente vuole scoprire se sia più noioso il Festival di Sanremo o il suo discorso di fine anno
  • Ad Anna Oxa l’arduo compito di rompere il ghiaccio. Per fortuna solo il ghiaccio
  • Anna Oxa è in gran forma vocale, nonostante gli antibiotici, ma non ho capito una sola parola del testo. O ha cantato in corsivo o l’Algasiv sulla dentiera deve aver ceduto
  • Nonostante somigli a Patti Pravo dopo il cenone della Vigilia di Natale, Anna Oxa è sempre bellissima. L’anno scorso avrei usato la parola ‘pisellabile’, ma oggi il politically correct non me lo consente
  • gIANMARIA, col caps lock rigorosamente inserito e una camicia sbottonata fino all’ombelico neanche fosse Barry Gibb dei Bee Gees, sfoggia una prestazione paragonabile a quella di Celik contro la Cremonese in Coppa Italia. Tremenda
  • Come se non bastasse il maltempo di questi giorni, arriva Mr. Rain che somiglia a Sick Boy di “Trainspotting”. Con quel nome d’arte e dopo averlo sentito cantare, gli auguro una brillante carriera come assistente di Giuliacci
  • Finalmente arriva uno che sa cantare, Marco Mengoni. Vestito di pelle come il motociclista dei Village People, mentre intona “Tanto lo so che tu non dormi dormi dormi dormi dormi mai” guarda Mattarella, che invece si è abbioccato
  • Ariete si presenta sul palco con giacca e pantaloni più grandi di quattro taglie e, sebbene l’oroscopo gli abbia consigliato un altro mestiere, canta. Male
  • Ultimo si esibisce per quinto ma la cosa non lo destabilizza e canta fomentato come un ultrà di curva sud in regime di Daspo davanti alla tv
  • Sale sul palco il duo Coma_Cose e la Ferragni, per far vedere che è la più femminista di tutte, saluta solo California (la cantante) e ignora Fausto (il cantante). Fausto, come Fantozzi, sussurra: “Non dà la mano”
  • I Coma_Cose ci raccontano i cazzi loro e la loro crisi di coppia in forma canzone, ma sono forse la cosa migliore della serata. La pace è sancita con un bacio finale
  • L’ultima volta che ho visto Piero Pelù faceva la salma ne “I Cassamortari”. Stasera, in collegamento dal Suzuki stage, è resuscitato ed ha eseguito “Gigante” con una vitalità che Lazzaro, scansate proprio
  • E’ il turno degli ospiti Mahmood e Blanco che cantano la canzone con cui vinsero Sanremo lo scorso anno, “Brividi”. Gli stessi che ho provato all’altezza dell’intestino crasso
  • E’ finalmente il turno di Elodie, il culmine della serata e il momento in cui tutti i mariti e fidanzati mandano le proprie mogli e fidanzate a preparare un caffè in cucina per poter sbavare liberamente davanti alla tv
  • Purtroppo quest’anno Elodie è vestita, mi toccherà ascoltare la canzone
  • L’anno scorso avrei usato la parola ‘pisellabile’ per descrivere Elodie, ma oggi il politically correct non me lo consente
  • Leo Gassman rappresenta invece il momento in cui tutte le mogli e fidanzate mandano i propri mariti e fidanzati a preparare un caffè in cucina per poter sbavare liberamente davanti alla tv
  • L’anno scorso avrei usato la parola ‘pisellabile’ per descrivere Leo Gassman, ma oggi il politically correct non me lo consente
  • Come ospiti salgono sul palco i Pooh. I rapinatori che ho mandato a casa Facchinetti non hanno funzionato a dovere
  • I Pooh sfoggiano il meglio della musica e della chirurgia tricologica italiane degli ultimi 50 anni, anche se appaiono inamidati come se li avessero tenuti a mollo dentro una vasca piena di Stira e Ammira
  • Il palco dell’Ariston è ormai un reparto di geriatria e salgono sul palco Cugini di Campagna, vestiti come quattro mirrorball di una discoteca anni 70. Praticamente sembrano Dj X di Superclassifica Show
  • Se non conoscete Dj X di Superclassifica Show, siete dei pivelli. Se lo conoscete, siete dei vecchi catorci. Come me
  • Per rimanere in tema di sobrietà, sale sul palco l’uomo a cui hanno requisito tutte le patenti dalla A alla E: Gianluca Grignani. La canzone parla del rapporto conflittuale avuto col padre. Evidentemente era un vigile urbano
  • Chiara Ferragni riappare sul palco con un “nude look” che però, spiega lei, non è un vero “nude look” ma un abito con il disegno del suo corpo nudo. Praticamente una supercazzola del Conte Mascetti
  • Comunque lo stesso look ce l’hanno già avuto Agostina Belli nel capolavoro assoluto “Vai avanti tu che mi vien da ridere” e Christian De Sica (con risultati meno esaltanti) in “Borotalco”
  • Se non conoscete il capolavoro assoluto “Vai avanti tu che mi vien da ridere” con Lino Banfi, siete dei pivelli. Se lo conoscete, siete dei vecchi catorci. Come me
  • Sono le 23 ed ho già lo sguardo sveglio di Andrea Pirlo dopo un purino di marijuana quando Chiara Ferragni inizia il suo monologo leggendo una lettera indirizzata a se stessa da ragazzina. Una cosa talmente stucchevole e noiosa che si è addormentata pure la se stessa ragazzina
  • Chiara Ferragni ci tiene a precisare: “Ho scritto da sola il mio monologo”. Di sicuro non poteva aiutarla Fedez, che è stato respinto pure al Cepu
  • Salmo si esibisce dalla nave Costa Smeralda. Per un attimo ho desiderato che ai comandi ci fosse Schettino
  • Salmo, vestito in bermuda, calzettoni e ciabatte si scatena sul palco e poi si butta in piscina dimenticando di avere il microfono in mano. Speriamo che la prossima volta si butti con un phon in mano, possibilmente attaccato ad una presa da 220 volt
  • Torna sul palco Blanco presenta poi il suo nuovo singolo, “L’isola delle rose”, le stesse rose che poi prenderà a calci. Da tranquillo Blanco ad incazzato Nero è stato un attimo
  • I Colla Zio sono vestiti come i Teletubbies. Ma i Teletubbies cantano meglio
  • Mara Sattei, vero nome Sara Mattei, non si limita a scambiare le iniziali del suo nome, ma anche il palco dell’Ariston per un karaoke di via dei Gelsi
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