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Levante alla Cavea per il Roma Summer Fest

Guardando il pubblico della Cavea ieri sera, si capiva che le canzoni di Levante avevano smesso di appartenere soltanto a lei.

Le persone le cantavano, certo, ma soprattutto sembravano riconoscersi dentro quelle parole, nelle storie raccontate, nelle fragilità e nelle contraddizioni che da sempre attraversano la sua musica.

È forse questo il tratto più evidente del rapporto che Levante ha costruito con il suo pubblico. Un rapporto che ieri sera, alla Cavea dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, è apparso ancora una volta molto forte e diretto, durante uno degli appuntamenti del Roma Summer Fest.

E c’era un dettaglio, raccontato dalla stessa Levante durante il concerto, che sembrava fotografare perfettamente questa vicinanza. Nel pomeriggio alcuni dei suoi fan avevano infatti partecipato agli scatti che accompagneranno la copertina del nuovo album.

La sera erano lì, davanti al palco, a cantare quelle stesse canzoni insieme a lei. Due momenti diversi della stessa storia, con quel confine tra artista e pubblico che sembra diventare sempre più sottile.

Sul palco Levante si muove con la consueta sicurezza, la sua presenza scenica è forte, ma non costruisce una distanza con chi la ascolta.

Al contrario, ogni gesto, ogni parola e ogni scambio con la Cavea, ha contribuito a mantenere quel filo diretto che è una delle caratteristiche più riconoscibili dei suoi concerti.

Ad aprire la serata è Dell’Amore Il Fallimento, il brano che anticipa e dà il nome al nuovo percorso discografico, poi sono arrivate Capitale, Mio Capitale, Le Lacrime Non Macchiano, Follemente e Reali.

La scaletta ha attraversato momenti diversi del suo repertorio, senza perdere mai quella continuità emotiva, che tiene insieme il concerto.

Con Bravi Tutti Voi e Ciao Per Sempre la partecipazione della Cavea è cresciuta ancora, mentre Rancore ha portato sul palco una delle sfumature più intense del suo repertorio.

Poi arriva Ruggine, brano destinato a far parte del nuovo album, insieme alle altre anticipazioni di un disco che arriverà il 9 Ottobre.

In scaletta anche Pezzo Di Me e Vertigine, che hanno riportato al centro canzoni che nel tempo sono diventate familiari a chi segue Levante da anni.

Ma più della successione dei brani, a raccontare la serata è il modo in cui il pubblico reagiva.

Levante non aveva davanti semplicemente una platea che conosce alla perfezione le sue canzoni, aveva davanti persone che dentro quelle canzoni hanno lasciato qualcosa di proprio, é una differenza sottile, ma si percepiva bene.

E quella percezione la si capisce ancora meglio quando il concerto finisce e la Cavea comincia lentamente a svuotarsi.

Quello che é rimasto è un senso di soddisfazione, ma non soltanto per aver ascoltato dal vivo le canzoni preferite, é qualcosa di più personale, quasi la sensazione di aver condiviso per una sera un linguaggio comune.

Forse è proprio qui che si trova una parte importante del rapporto tra Levante e il suo pubblico.

Le canzoni partono da lei, dalle sue esperienze e dal suo modo di raccontarle, ma una volta arrivate alle persone cambiano destinazione; diventano ricordi, storie personali, momenti della propria vita.

E ieri sera, uscendo dalla Cavea, era difficile non avere la sensazione che quelle persone avessero condiviso con Levante qualcosa che va oltre la sua musica.

 

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