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Intervista a Cardo

Ci sono canzoni capaci di immortalare un momento preciso, scatti emotivi che segnano il confine tra ciò che è stato e ciò che deve ancora fiorire. Con “Volerò via”, Cardo apre il primo capitolo di un nuovo percorso artistico, trasformando un periodo di incertezza in una spinta luminosa verso il cambiamento.

Il brano vive di un efficace contrasto sonoro ed emotivo: l’intimità di strofe costruite attorno a chitarra e pianoforte si apre nell’energia liberatoria dei sintetizzatori, veicolando una fame autentica di leggerezza e distacco dai pesi del passato. Scritta di getto, con l’urgenza di chi usa le note per ritrovare respiro, “Volerò via” conferma la cifra stilistica dell’artista: una scrittura onesta, viscerale e priva di filtri, capace di fare della vulnerabilità la propria forza più autentica.

In occasione di questa uscita, abbiamo scambiato quattro chiacchiere con lui per farci raccontare la genesi del pezzo, le visioni del palco e la sua costante ricerca di libertà.

Fin dal titolo, il brano evoca una forte spinta all’evasione, al distacco o alla rinascita. Da quale esigenza interiore o urgenza emotiva è nata questa canzone? È più una fuga dal presente o una presa di coscienza verso il futuro?

Le canzoni fermano il tempo, molti brani sono come delle foto. “Volerò Via” è come il primo capitolo di un libro che è stato buio e molto incerto. Le altre tracce dell’EP mirano a dare un senso a quel capitolo.

C’è stato un momento esatto, un’immagine o un cambio di prospettiva che ha acceso la scrittura di “Volerò via”? Come si è sviluppato il testo rispetto alla prima stesura?

“Volerò Via” è il riassunto di un periodo pauroso e meraviglioso della mia vita. Nasce da una voglia feroce di sentirsi leggeri. Ho scritto di getto, non ho pensato molto.

A livello di arrangiamento e ricerca timbrica, che veste hai scelto per accompagnare questo messaggio? Come hai lavorato sulla dinamica del pezzo per far dialogare parole e musica?

Ho scelto una veste allegra, in chiave maggiore, piano e chitarra nelle strofe, poche parole sul drop, canta l’energia dei sintetizzatori.

Esprimere apertamente il desiderio di allontanarsi o di cambiare rotta richiede spesso di mostrare le proprie fragilità. Quanto è importante per te, come Cardo, mantenere una scrittura sincera e senza filtri per creare una connessione diretta con chi ascolta?

La buona musica è sempre onesta, questo perché credo nasca nel profondo dell’anima. La libertà… la cerco tutti i giorni. La musica è quella cosa che più mi avvicina al cielo. La maggior parte delle mie canzoni nascono per liberarmi, penso che la connessione con chi le ascolta sia una naturale conseguenza.

Come vedi “Volerò via” all’interno della dimensione live? Immagini un momento più intimo ed essenziale sul palco o un’esplosione liberatoria di energia insieme al pubblico?

Direi più intima, con dei fuochi d’artificio sopra delle vette innevate a tutto schermo sul drop.

Questo singolo segna una tappa precisa nel tuo percorso artistico. Dove ti sta portando questa traiettoria e cosa possiamo aspettarci dai tuoi prossimi passi musicali?

Non saprei, come la musica nasce quando vuole così è la mia vita. A volte riposi, altre balli. Starò attento a capire dove tira il vento…!

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Con “Volerò via”, Cardo apre il primo capitolo di un nuovo percorso artistico, dall’ incertezza in una spinta luminosa verso il cambiamento.

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