Dopo l’enorme successo del tour estivo negli stadi + Imola, Cesare Cremonini ritorna dal suo pubblico in una veste più ristretta nell’intimità dei palazzetti.

La vigilia di questo inizio tour nella sua data zero di Mantova del 29 Ottobre è stata segnata da un anniversario molto particolare: sono trascorsi 10 anni dal suo primissimo concerto in un palazzetto. Data, quella del 28 Ottobre, in cui è uscito anche il nuovo album Cremonini Live: Stadi 2022 + Imola. Insomma una data che segna un nuovo punto di partenza. Da quel giorno del 2012, Cesare ha accumulato un successo dopo l’altro, diventando senz’ombra di dubbio uno dei cantautori più apprezzati nel panorama musicale italiano.

Ci aveva promesso un live curato e studiato per un grande spettacolo, per regalarci qualcosa di mai visto prima e le aspettative non sono state deluse: luci e colori, fuoco e scintille, lune e delfini che volteggiano sul suo pubblico che ha incantato con la sua energia, empatia e sensualità. Nella seconda tappa sotto il cielo di Roma, Cesare non si è risparmiato, instancabile si è lasciato trasportare dal clima familiare della città che per prima lo ha adottato, facendoci intravedere la sua parte più intima e fragile, in quelle storie allegre e spensierate che solo i ventenni possono vivere, delle sue prime donne, della sua attesa a 42 anni ancora di una donna, della sua prima canzone scritta a Maratea per la fidanzatina dell’epoca. Quella stessa canzone, Vorrei, che al pubblico romano ha cantato e dedicato con la stessa voce emozionata di una volta (ma shhh, non ditelo agli altri: è stato un regalo solo per noi!), perché “Stasera siamo tutti un po’ più romantici”.

Quanti anni sono passati da allora? No, non facciamolo. Non contiamo gli anni. La vita scorre e le nostre singolari storie ci plasmano, ci fanno cambiare veste, come quelle giacche scintillanti che Cesare ha indossato durante lo spettacolo. Eppure, nonostante tutto questo tempo, ci siamo ritrovati sotto lo stesso cielo, a commuoverci, a pensare “cavolo, ma quella canzone è stata scritta sulla mia pelle”. Forse per questo le sue canzoni piacciono così tanto e uniscono tante generazioni: le sue storie raccontate in musica sono pezzi della storia di tutti noi. Vite tormentate, amori impossibili, lacrime amare e sorrisi di rinascita, che segnano il nostro fragile passaggio su questa Terra, posto meraviglioso che ospita anche gli animali da cui ha tratto ispirazione per alcuni dei suoi testi come Colibrì e Delfini, e che sotto il tetto del Palazzetto dello Sport hanno sfiorato le nostre teste, volteggiando al ritmo della sua melodia.

E se sul palco Cesare è stato accompagnato da artisti come Davide Rossi (il cui assolo al violino ha dato il via alla serata, preludio di La ragazza del futuro), Nicola “Ballo” Balestri al basso (compagno di viaggio nella sua vita artistica, con cui ha ricordato i suoi esordi e ci ha catapultato sui colli bolognesi con 50 Special), il batterista Gary Novak (direttamente dall’America) e ancora Bruno Zucchetti alle tastiere e Alessandro de Crescenzo alle chitarre, abbiamo ritrovato un’altra figura artistica di spicco, Lorenzo Jovanotti per un duetto virtuale in Mondo. Ma un brivido ha percorso le nostre schiene quando sono partite le prime note di Stella di Mare, un capolavoro del maestro Lucio Dalla, che manca sempre troppo, e che Cesare ha omaggiato riportandola alla luce in una veste nuova, non solo con un nuovo arrangiamento ma intrecciando le loro voci, potendo utilizzare la traccia originale della voce di Dalla registrata nel 1979.

Una scaletta intensa, che come un’altalena ci ha portato avanti e indietro nel tempo, lungo tutta la sua carriera artistica. Un palco tenuto benissimo con una presenza carismatica e coinvolgente, immerso in una scenografia che sapientemente ha saputo valorizzare la sua performance. Nonostante la complessità dello spettacolo e i ritmi serrati, tutto è stato studiato affinché il pubblico fosse sempre partecipe di un grande spettacolo. Non vogliamo spoilerare le attrazioni dello show, ma decisamente i prossimi spettatori che hanno fatto segnare il sold out su tutte le date non resteranno delusi.

Quando ho varcato le porte del Palazzetto, il mio sguardo è stato attratto da uno striscione che scendeva giù dal prima anello. C’era scritto: “Sei tu la nostra stella di Broadway”. Ho sorriso, perché mi sono ricordata di un post che aveva pubblicato il giorno prima, arrivato a Roma: “Io vorrei essere il miglior performer live del mio tempo per voi. Vorrei fare del bene alle persone con la mia musica, con il mio corpo, con le mie parole e con la mia voce”.

Voglio farti una domanda Cesare: davvero pensi che non sia già così?

Ringraziamo il Palazzetto dello Sport per l’ospitalità e Live Nation per l’organizzazione.

Scaletta del 2 Novembre – Roma

  • Intro – La ragazza del futuro
  • Padremadre
  • Intro – Il comico
  • Stella di Broadway
  • Chimica
  • Colibrì
  • Qualcosa di grande
  • Vorrei
  • Buon viaggio
  • Intro – Moon walk
  • Vieni a vedere perché
  • Le sei e ventisei
  • Intro – Mondo
  • Logico #1
  • Greygroose
  • Sardegna
  • Una come te
  • Delfini – chiamala felicità
  • Ciao
  • Stella di mare
  • 50 Special
  • Marmellata #25
  • Poetica
  • Nessuno vuole essere Robin
  • Possibili scenari
  • Un giorno migliore

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