Orion club, finalmente I Darkness. Una di quelle band che vederle live ti da sempre quella giusta carica. Ogni loro concerto è un concentrato di energia, ironia, spensieratezza e professionalità.
Il quartetto britannico, uno delle poche certezze dell’hard rock contemporaneo, oltre a saper suonare bene dal vivo sanno anche cosa vuol dire intrattenere e interagire con il pubblico. Il numeroso pubblico dell’ Orion accorsa per la tappa del tour di “Dreams On Toast” lo sa bene.
Justin Hawkins il protagonista assoluto del live – come ci si aspettava d’altronde- il suo carisma è indiscutibile. I fratelli Hawkins alle chitarre sono eccelsi. Frankie Poullain con il suo basso resta nella sua comfort zone ma è simpatico solo a guardarlo, sembra arrivato direttamente dagli anni 70 e Rufus Tiger Taylor, beh nulla da eccepire specie nel piccolo momento di gloria durante l’inatteso omaggio ai Queen (suo padre è Roger Taylor).
Una lunga parentesi è stata dedicata a improvvisazioni e cover dove i Darkness hanno dato libero sfogo alla loro vena artistica.
Ad aprire il live l’energia travolgente delle Dea Matrona, duo irlandese composto da Dara Connolly e Mollie McGinn.