Skip to main content Scroll Top
steve-hackett-ha-incantato-roma

Steve Hackett ha incantato Roma

La Cavea dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone di Roma, ha accolto ieri sera Steve Hackett con un entusiasmo che ha trasformato l’arena all’aperto, in un santuario del rock progressivo.

In una serata fresca di fine estate, il chitarrista britannico ha accompagnato il pubblico in un doppio percorso sonoro, tra la sua produzione solista e l’omaggio alla stagione aurea dei Genesis.

Il concerto del tour Genesis Greats – Lamb Highlights & Solo, si è aperto con una prima parte dedicata interamente alla carriera individuale di Hackett.

Le sue composizioni hanno mostrato ancora una volta l’equilibrio tra tecnica raffinata e sensibilità melodica, con momenti sospesi e altri di pura energia elettrica.

È stato un atto quasi intimo, un dialogo tra musicista e spettatori, come se volesse ricordare che il suo percorso artistico non è mai stato una semplice appendice dei Genesis, ma un cammino originale e fertile.

In scaletta anche alcune canzoni tratte dal suo ultimo album The Circus And The Nightwhale uscito a Febbraio 2024.

Il concerto si è aperto sulle note di People Of The Smoke, seguita da Circo Inferno e These Passing Clouds.

In questo 2025 non si è risparmiato, ha pubblicato Live Magic At Trading Boundaries registrato nel Sussex a Gennaio e anche The Lamb Stands Up Live At The Royal Albert Hall a Luglio.

Dopo l’intervallo, l’atmosfera è cambiata radicalmente: l’attacco di The Lamb Lies Down On Broadway ha immediatamente acceso l’immaginario collettivo.

Con questo brano, Steve Hackett ha riaperto le porte a un repertorio che ha segnato la storia del progressive e che continua a emozionare a distanza di cinquant’anni.

Da lì in poi è stato un susseguirsi di capitoli epici, dai passaggi visionari di Carpet Crawlers alle vertigini chitarristiche di Firth Of Fifth, fino alle atmosfere epiche di Los Endos.

Ogni esecuzione ha avuto il sapore della celebrazione e, al tempo stesso, della reinvenzione.

Io personalmente ho apprezzato molto la versione di Supper’s Ready, mi ha fatto fare un viaggio con la macchina del tempo che mi ha riportato al 1972.

Fondamentale il ruolo della band che lo accompagna da anni.

Roger King alle tastiere ha costruito scenari sonori di grande profondità, Nad Sylvan ha dato corpo alle linee vocali con il suo timbro teatrale.

Rob Townsend ha arricchito gli arrangiamenti con sax e flauti, Jonas Reingold ha intrecciato groove solidi al basso e Craig Blundell ha guidato la sezione ritmica con potenza e precisione.

Una formazione che non si limita ad accompagnare, ma contribuisce a rendere attuale e vibrante, un repertorio che potrebbe facilmente scivolare nella nostalgia.

La cornice della Cavea poi, ha aggiunto ulteriore magia.

Con il cielo notturno a fare da soffitto e l’acustica capace di esaltare ogni dettaglio, il concerto si è trasformato in un’esperienza immersiva, sospesa tra memoria e presente.

Alla fine, più che un semplice concerto, quello di Steve Hackett è sembrato un viaggio nella storia del rock progressivo e, al tempo stesso, una dichiarazione di vitalità artistica.

L’eredità dei Genesis, filtrata dalla sua chitarra, non è solo ricordo ma materia viva, che continua a rinnovarsi davanti a platee appassionate.

Il pubblico è stato seduto e attento e rispettoso fino ai bis, poi si è riversato sotto al palco per godersi da vicino la fine dello show.

Il Tour continua con le ultime tre date, Napoli 7 Settembre al Palapartenope, Palermo 9 Settembre al Teatro Verdura e chiude il 10 al Palacongressi di Agrigento.

 

Recent Posts
Clear Filters

Ci sono musicisti che brillano sotto i riflettori e altri che invece costruiscono la luce in cui gli altri risplendono

All’Hiroshima Mon Amour I Delta V tornano sul palco a sei anni di distanza da Heimat, con il nuovo lavoro In Fatti Ostili

Add Comment

Related Posts