C’è un momento, poco dopo l’inizio del concerto, in cui Roma smette di essere Roma.
Lo Stadio Olimpico si trasforma in qualcos’altro: un teatro galattico, una pista da ballo, una sala da sogni.
Cesare Cremonini non è solo in scena: è il regista di uno spettacolo che travolge, emoziona e sorprende.
La prima delle due date romane del Cremonini Live 25 (Live Nation) è molto più di un live, è un’esperienza multisensoriale pensata al millimetro, un sogno lucido condiviso da 60.000 persone.
Lo spettacolo si apre sulle note di Cercando Camilla, un brano strumentale che ricorda l’atmosfera dei film degli anni ’50/’60 made in Italy.
Poi arriva Alaska Baby, brano manifesto dell’ultimo album.
Mentre le parole iniziano a riempire l’aria, il cielo sopra l’Olimpico si incendia con migliaia di coriandoli e con gli immancabili fuochi d’artificio.
È un’apertura che toglie il fiato, la prima promessa di una serata fuori dal tempo.
I visual, curatissimi, onirici e tecnologici, accompagnano ogni brano, creando un vero e proprio racconto per immagini.
Non sono semplici sfondi, sono un’estensione narrativa della musica, un ponte tra il concept dell’album e le emozioni del pubblico.
Su quegli schermi si racconta la genesi di Alaska Baby, tra aurore boreali e viaggi interiori.
Cesare è in forma smagliante.
Saltella, corre, scherza col pubblico ma soprattutto canta con un’intensità che sembra aumentare con ogni canzone.
Non è solo voce, è presenza scenica, anzi non è solo presenza, è visione.
Il palco è un mondo a sé, oltre ai musicisti, ci sono ballerini che trasformano molti momenti del concerto, in vere e proprie scene da musical.
I cambi d’abito sono frequenti, sempre coerenti con le atmosfere.
Ogni elemento è pensato per portare lo spettatore dentro la mente di Cremonini.
A rendere ancora più speciale la due giorni romana, la presenza di tre nomi che hanno scritto, ognuno a modo suo, pagine fondamentali della musica italiana.
Questa sera c’era Elisa, con la sua voce eterea e potente, ha regalato ai 60000 dell’Olimpico un duetto da pelle d’oca sulle note di Aurore Boreali.
Luca Carboni, mentore e amico, ha emozionato tutti con la sua discreta intensità, nel duetto presente nell’ultimo album dedicato al Santuario che svetta su Bologna: San Luca.
Nella serata di oggi invece (venerdì 18 Luglio), sul palco salirà anche Jovanotti (visto che ci sarà ancora Luca Carboni faranno il duetto?).
Si replicherà l’incontro tra due personalità così esplosive, che ci ha già regalato nel 2010 la hit Mondo.
Tra i momenti più spettacolari, impossibile non citare l’effetto dell’aurora boreale.
Un gioco di luci e proiezioni che, per qualche minuto, ha fatto credere ai presenti di essere finiti sotto un cielo del Nord.
Il contrasto con il caldo romano di Luglio rende tutto ancora più straniante e quindi magico.
Cesare Cremonini non si limita a cantare, crea connessioni.
Parla con il pubblico, si racconta, lascia spazio ai ricordi e ai sogni.
Alaska Baby non è solo un disco: è una dichiarazione d’intenti, un modo per dire che si può ancora stupire, che la musica italiana può essere epica senza perdere la propria anima.
E in questo concerto, o forse dovremmo dire in questo viaggio, l’anima non manca mai.
È in ogni dettaglio, in ogni sguardo, in ogni nota.
La scaletta:
Cercando Camilla
Alaska Baby
Dicono di me / Padremadre
Il comico
La ragazza del futuro
Ora che non ho più te
La nuova stella di Broadway
Buon viaggio
Lost in the weekend
Un’alba rosa
Acrobati
Vieni a vedere perché
6/26
Ragazze facili
Mondo
Logico #1
GreyGoose
Aurore boreali Feat. Elisa
Interlude – nonostante tutto remix
Figlio di un Re
San Luca Fet. Luca Carboni
50 Special
Marmellata #25
Poetica
Nessuno vuole essere Robin
Un giorno migliore