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Queen. Rock Montréal: quando la leggenda è ancora viva

Ci sono serate che non appartengono soltanto alla storia della musica, ma entrano direttamente nel mito.

Montréal, Novembre 1981: i Queen salgono sul palco del Forum in un momento in cui il rock è in pieno fermento e la band britannica è all’apice del proprio splendore.

Oggi, a distanza di oltre quarant’anni, quel concerto ritorna sul grande schermo con un restauro in 4K e audio Dolby Atmos.

Un’occasione irripetibile per vedere Freddie Mercury, Brian May, John Deacon e Roger Taylor come non li abbiamo mai visti, dal 25 Settembre all’1 Ottobre nei cinema italiani grazie a Nexo Studios.

I primi anni ’80 rappresentano un punto di svolta per i Queen.

Dopo aver conquistato le classifiche mondiali con Another One Bites The Dust e Crazy Little Thing Called Love, la band si prepara a un nuovo salto di qualità.

Proprio mentre Under Pressure, nata dalla collaborazione con David Bowie vola in cima alle classifiche britanniche, il gruppo attraversa oceani e continenti portando in giro uno spettacolo dirompente, capace di riempire stadi dall’America Latina al Giappone.

A Montréal si respira l’energia di una formazione che sa di essere in un momento speciale.

Freddie Mercury è nel pieno del suo carisma scenico, Brian May porta la sua chitarra verso territori sempre più personali, Roger Taylor e John Deacon costruiscono una sezione ritmica che è pura dinamite.

Il Forum diventa teatro di due serate consecutive, pensate fin dall’inizio per essere immortalate su pellicola.

Non era cosa scontata all’epoca, filmare un live significava congelare un’esperienza irripetibile, ma anche consegnarla all’eternità.

Oggi possiamo goderne con occhi nuovi, grazie a un restauro che restituisce non solo la qualità tecnica, ma anche il calore di quelle esecuzioni.

La scaletta è un viaggio dentro un repertorio che non conosce tempo: da Bohemian Rhapsody a Somebody To Love, da Another One Bites The Dust alla prima esecuzione dal vivo di Under Pressure.

Non c’è spettacolarità di contorno, niente effetti invadenti, c’è soltanto la band, la musica e l’impatto diretto di uno show che ancora oggi trasmette un’intensità rara.

Impossibile non soffermarsi sulla figura di Freddie.

La sua voce, capace di passare dal sussurro all’esplosione in pochi istanti, è lo strumento principale dello show.

Ma è il suo corpo, il suo modo di occupare la scena, la sua capacità di trasformare ogni gesto in comunicazione a rendere unico il concerto.

Montréal ci regala un Mercury potente e vulnerabile allo stesso tempo, un artista che non si limita a cantare, ma vive le canzoni insieme al pubblico.

I due concerti si tennero il 24 e 25 Novembre, fa un certo effetto sapere che 10 anni dopo, il 24 Novembre 1991 Freddie ci avrebbe lasciato per sempre.

Rivivere Queen Rock Montréal al cinema, non significa soltanto ascoltare brani che conosciamo a memoria.

Sarà un’esperienza fisica, le casse che avvolgono, lo schermo che amplifica i dettagli, la sensazione di essere parte di quella folla canadese del 1981.

Questa sarà anche un’occasione per chi non ha mai visto i Queen dal vivo (io sono uno di quelli), di scoprire che cosa significava davvero trovarsi di fronte a loro, senza mediazioni, senza filtri.

Per chi c’era invece, sarà un ritorno alle emozioni di una stagione irripetibile.

Per chi invece i Queen li ha conosciuti soltanto dopo, attraverso vinili, CD o il film del 2018, questa proiezione sarà una rivelazione.

La dimostrazione che certe energie non si spengono mai, ma si trasmettono di generazione in generazione.

Dal 25 Settembre all’1 Ottobre, per una sola settimana, Queen Rock Montréal sarà proiettato in Italia in esclusiva con Nexo Studios.

Non si tratta solo di un concerto restaurato, ma di un frammento di storia tornato a pulsare davanti ai nostri occhi.

Perché ci sono band che passano e band che restano.

I Queen appartengono sicuramente a quest’ultima categoria, non solo hanno scritto canzoni immortali, ma hanno reso ogni palco un luogo di trasformazione.

Montréal è la testimonianza perfetta di questa grandezza, vederla oggi, in sala, significa una cosa sola: ricordarci che la leggenda non è mai davvero finita.

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