Sul fatto che siano anni spietati ci sono pochi dubbi. Ancora meno sul fatto che le canzoni possano essere un ottima cura contro questa spietatezza . A volte servono a non pensare, a scaricare le tensioni accumulate o, semplicemente, ad urlare qualcosa contro il cielo. Altre, invece, servono a guardarci dentro, a riflettere, a ricordare e a volte, perché no, a rimpiangere qualcosa con un pizzico di malinconia.
Ecco allora che il titolo del Tour dei Negrita ci appare quasi come un “prontuario medico” cascato a fagiolo. In questo loro live nel bellissimo TAU, infatti, il pubblico attinge alle canzoni quasi come fossero vere e proprie “pillole miracolose” dagli effetti sempre taumaturgici al di là di quale esatta sensazione suscitino in ognuno. D’altronde, la band ha sempre cavalcato diverse onde emozionali riuscendo sempre a fare centro ed “arrivare” al pubblico.
Questo tour teatrale ha permesso di dare alle canzoni una nuova veste. I nuovi arrangiamenti, però, non intaccano la “carica emotiva”. Tutt’altro. In due ore di concerto gli spettatori sono stati travolti da un caleidoscopio di emozioni. Si è passati dall’avere gli occhi lucidi con “Brucerò per te“, “Ho imparato a sognare ” o “Magnolia” a saltare “letteralmente” sulle poltroncine con “Cambio“, “Radio Conga” o “Mama Maé“. Nel mezzo, via con la mente verso luoghi lontani ma che fanno bene al cuore con “Rotolando verso sud” e “Gioia infinta“.
In tutto ciò non è mancato spazio per alcuni brani del nuovo album (da cui il Tour prende il nome). Sicuramente più “morbidi” nelle armonie ma con testi sempre profondi di stampo “Dylaniano”. E poi, non dimentichiamo che, come dice il buon Lundini quando imita Noel Gallagher, “Questi sonano!”. Gli “storici” Drigo e Petricich guidano un gruppo di musicisti di altissimo livello ( Giacomo Rossetti al basso, Guglielmo Ridolfo Gagliano alle tastiere e Cristiano Della Pellegrina alla batteria). Vorrei potervi dire che gli anni passano per tutti ma, a quanto pare, non per Pau che riesce ad essere coinvolgente. emozionante e travolgente come e più di sempre. Da domani, dunque, questi “anni spietati” ci faranno un po’ meno paura.
Ci faremo trovare pronti. Del resto, come dice Pau? ah si, ecco: “Tra una botta che prendo, una botta che do, tra un amico che perdo e un amico che avrò…oramai che ho imparato a sognare…non smetterò”.