Il 20 marzo l’Orion Arena di Ciampino si è trasformata in una scatola nera satura di feedback. I Marlene Kuntz sono saliti sul palco per un’operazione chirurgica: riesumare Il Vile, il loro manifesto del 1996, un disco che ha ridefinito il rock alternativo in Italia attraverso una miscela di rumore bianco e lirismo ferino.
Non è stata una celebrazione nostalgica e rassicurante, ma una riproposizione cruda di quell’urgenza che trent’anni fa li rese un’anomalia necessaria. La scaletta ha puntato dritta al sistema nervoso, senza concedere spazio a distrazioni o ballate accomodanti.
Sono stati suonati i pilastri di quell’album, dall’ipnosi di “Retrattile”, tensione pura, dove l’intreccio ossessivo tra basso e chitarre ha trascinato l’arena in quel vortice psicotico che è il marchio di fabbrica del disco, alla scarica di “Ape Regina”, un pezzo che ha scatenato la parte più fisica del pubblico, confermando come il sound de Il Vile non sia invecchiato, ma abbia semplicemente cambiato pelle.
L’esecuzione della title-track, Il Vile, è stata il punto di non ritorno, un brano che ancora oggi sputa in faccia il disagio con una lucidità brutale.
L’esecuzione della title-track, Il Vile, è stata il punto di non ritorno, un brano che ancora oggi sputa in faccia il disagio con una lucidità brutale.
Sotto il palco la risposta e la partecipazione è stata viscerale; Cristiano Godano ha condotto il rito con una grande intensità ed i Marlene hanno dimostrato che Il Vile non è un reperto degli anni ’90, ma una tensione elettrica che continua a graffiare il presente.
Scaletta della serata
3 di 3
Retrattile
L’agguato
Cenere
Come stavamo ieri
Overflash
Ape regina
L’esangue Deborah
Ti giro intorno
Il vile
Sonica
Nuotando nell’aria
La mia promessa
Cara è la fine
Festa mesta
———————-
Inifinità
Lieve
3 di 3
Retrattile
L’agguato
Cenere
Come stavamo ieri
Overflash
Ape regina
L’esangue Deborah
Ti giro intorno
Il vile
Sonica
Nuotando nell’aria
La mia promessa
Cara è la fine
Festa mesta
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Inifinità
Lieve