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Marco Mengoni incanta Eboli: un viaggio tra emozione, luce e verità

EBOLI (SA), 4 novembre 2025 – La magia non si ferma. Dopo il tutto esaurito della prima serata, Marco Mengoni è tornato al Palasele per la seconda delle tre date campane (2, 4 e 5 novembre) del tour “Live in Europe 2025”, continuando a trasformare la platea in un vortice di musica, luce e condivisione.

Un’apertura che sa di promessa

Aprendo la serata con “Ti ho voluto bene veramente”, Mengoni ha nuovamente imposto un tono emozionale forte: intimo nella voce, ma coinvolgente nella resa scenica. Da lì è scattata l’onda sonora con brani come “Guerriero” e “Sai che”, dove il pubblico si è affidato completamente al coro collettivo, annullando le distanze nel palazzetto.

Le sorprese della scaletta

Come nella prima serata, la scaletta ha riservato momenti inaspettati: “La valle dei re”, riportata sul palco dopo anni, e una cover intensa di “Black Hole Sun” dei Soundgarden, hanno dimostrato ancora una volta la capacità di Mengoni di muoversi tra pop, soul e rock con naturalezza.

Nel corso della serata, accanto ai grandi successi – “No stress”, “Voglio”, “Muhammad Ali” – sono apparsi momenti più raffinati, sperimentali: “Fuoco di paglia” (omaggio a Mace) e l’interpretazione di “Tutti hanno paura” di Ernia, reinterpretata con sensibilità sorprendente.

Attimo di sospensione e poi l’onda generazionale

Uno dei picchi emotivi della serata si è registrato nella sequenza “Cambia un uomo”, “Luce” e “Hola (I say)”: voce che si fa elemento minimale, luci che cadono come gocce d’acqua, e il pubblico che trattiene il fiato. Poi la liberazione: “Due vite” e “L’essenziale” si sono trasformate in inni generazionali, cantati all’unisono da un palazzetto che non voleva più soltanto ascoltare, ma partecipare.

Finale con esplosione e connessione

La chiusura è stata una scarica di energia: “Pazza musica”, “Ma stasera” e “Io ti aspetto” hanno sollevato il pubblico in ballo, mentre le parole finali hanno calmato il turbine nel segno dell’empatia e della connessione, filo conduttore del tour. Il palco non era più solo un palco: era un cerchio aperto.

Spettacolo scenografico e maturità artistica

La scenografia ha confermato la cura e la visione: luci dinamiche, pannelli LED, proiezioni astratte che non erano semplici scenografia, ma prolungamento emotivo della musica. La band, di altissimo livello, ha reso freschi anche i pezzi storici grazie ad arrangiamenti rinnovati.

Alla fine, Mengoni è apparso come un artista pienamente maturo – capace di coniugare introspezione e libertà, pop e ricerca, spettacolo e sincerità.


Prossime tappe del tour

Dopo queste tre serate a Eboli, le date confermate del tour Live in Europe 2025 proseguono. Eccone alcune di rilievo:

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