Non vedevo Nile Rodgers dal vivo dal 2016.
Quell’anno eravamo sullo stesso palco in Piazza del Popolo, io con il microfono per intervistarlo, lui con la sua inconfondibile Stratocaster.
Era la festa che celebrava i vent’anni di Radio Capital come Network.
Ricordo che parlammo del tempo, delle collaborazioni, della magia di alcune canzoni nate in studio e diventate immortali.
Poi l’intervista e l’appuntamento a chi era in piazza dopo pochi minuti per lo show.
In quell’occasione mi regalò il suo inconfondibile plettro rosso, lo stesso che aveva anche questa volta.
Ieri sera, alla Cavea dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone di Roma, l’ho ritrovato.
Uguale, ma anche diverso e a 72 anni (il 19 Settembre saranno 73), forse ancora più in forma.
Di sicuro, sempre più maestro del groove.
Nile Rodgers non fa semplicemente concerti: celebra la musica che ha creato, vissuto, attraversato.
Non c’è pausa, non c’è nostalgia: c’è energia pura.
E a Roma, di fronte a un pubblico che non ha mai smesso di ballare, ha portato tutta la sua storia.
Quella scritta con gli Chic ma anche quella costruita dietro le quinte, come produttore e compositore al servizio di alcuni tra i più grandi artisti del pop e del soul.
Una scaletta studiata come una macchina del tempo.
Il concerto si è aperto con Le Freak, da lì in poi è stata un’escalation.
Everybody Dance, Dance, Dance, Dance, I Want Your Love, pietre miliari che ancora oggi suonano freschissime.
Ma la vera forza della serata è stata la capacità di attraversare mondi sonori diversi senza mai perdere identità.
I’m Coming Out e Upside Down di Diana Ross, le Sister Sledge con We Are Family e Lost in Music, Notorious dei Duran Duran, Cuff It di Beyoncé, Get Lucky e Lose Yourself To Dance dei Daft Punk.
Un momento particolarmente toccante è arrivato con Like A Virgin e Material Girl.
Nile Rodgers ha raccontato l’incontro con Madonna, l’intuizione che quella ragazza sconosciuta sarebbe diventata una stella.
E poi, ancora più intenso, il ricordo di David Bowie: quando è partita Let’s Dance, sullo schermo è apparsa una foto in bianco e nero dei due insieme.
Il loro non era solo un semplice rapporto di lavoro, era amicizia vera, affetto sincero, un’eredità condivisa.
Gli Chic sono una macchina ritmica infallibile, e Nile Rodgers è il loro cuore pulsante.
Impeccabile nel suo completo rosso, sempre sorridente, sempre in contatto con il pubblico.
A tratti sembrava quasi di stare in un gigantesco dancefloor sotto le stelle, dove la parola d’ordine era una sola: “Funk”.
Lo stesso Nile ha ballato, suonato, cantato, diretto il pubblico come un direttore d’orchestra con la missione di farci stare bene.
E sapete una cosa? Ci è riuscito.
Dopo Mantova, Marostica e Roma, il viaggio nel funk continua il 17 Luglio a Bari (Fiera del Levante), il 18 a Cattolica (Arena della Regina) e il 19 a Lucca, in Piazza Napoleone (Lucca Summer Festival 2025).
Un’occasione da non perdere per chi vuole vivere una notte di pura energia, suoni impeccabili e un repertorio che ha fatto la storia della musica.
A distanza di quasi dieci anni da quel nostro incontro, Nile Rodgers mi ha dato la stessa sensazione:
quella di essere davanti a un uomo che vive per creare connessioni attraverso la musica.
Non ha bisogno di effetti speciali, né di nostalgie artificiali, a lui bastano una chitarra, un groove e la voglia di farci ballare.
E noi, ancora una volta, abbiamo risposto: “ci siamo Nile“.
La scaletta
Le Freak
Everybody Dance
Dance, Dance, Dance
I Want Your Love
I’m Coming Out
Upside Down
Greatest Dancer
We Are Family
Like A Virgin
Material Girl
Modern Love
Cuff It
Get Lucky
Lose Yourself To Dance
Lost In Music
Notorious
Soup For One / Lady
Thinking Of You
My Feet Keep Dancing
Chic Cheer / Love Like This Before
My Forbidden Lover
Let’s Dance
Good Times