Skip to main content Scroll Top
la-gioia-di-ieri-e-soprattutto-quella-di-domani

La gioia di ieri e, soprattutto, quella di domani

Confesso che ho aspettato un po’ prima di scrivere qualcosa su questo romanzo. Avevo bisogno di lasciarlo sedimentare, di riflettere sui temi che inevitabilmente porta alla luce, perché questa storia può essere la storia di molte o molti, se non di tutti. Parla di quello che siamo quando amiamo e di quello che restiamo quando l’amore finisce.

Sono un’ottimista: credo che il meglio debba ancora venire, che la gioia sia quella di oggi e sarà quella di domani. Quella che nasce nel vivere qui, adesso.

Ma la gioia di ieri? Che ruolo ha? Per me non è l’unica gioia possibile, anzi: è un tassello, non il tutto.

Anna, la protagonista de “La gioia di ieri” di Elena Stancanelli (Einaudi), sembra pensarla diversamente, almeno all’inizio. Dopo una lunga relazione, Davide la lascia improvvisamente e in modo definitivo, costringendola a guardare in faccia un dolore che la travolge e la spaventa. Niente, per lei, ha più senso.

Per Anna gli addii sono veri e propri lutti, e per lei lasciare andare è qualcosa di intollerabile.

Dal momento dell’addio a Davide, la sua vita entra in una fase di sospensione in cui tutto sembra perdere valore: il suo lavoro, le sue abitudini, persino il suo corpo.

Ed è proprio in questo vuoto che spesso nascono le domande: che cosa significa amare davvero? Che cosa ci aspettiamo da una relazione? La gelosia è una forma di cura o una forma di possesso? La monogamia è scelta o imposizione?

Attraverso incontri, errori, desideri e tentazioni, Anna prova a reinventare un’idea di legame più libera, più autentica. Più adatta a lei.

A sostenerla in questo percorso ci sono i suoi amici di sempre, un gruppo affiatato e caotico, ma sincero. Sono la sua casa emotiva, il suo punto d’appoggio. Con loro può essere vulnerabile, ironica, fragile, forte: può essere davvero sé stessa.

È grazie ai loro dialoghi, intensi e spesso taglienti, che la storia si snoda: conversazioni sul sesso, sull’amore, sulle coppie aperte, sui tradimenti, sui valori, sulle paure che ci portiamo dietro.

Ognuno dice la sua, ognuno con il proprio bagaglio di esperienza.

Ed è in questi scambi che emergono i veri temi del romanzo: il ruolo del corpo nelle relazioni, il confine tra libertà e solitudine, la forza delle scelte, l’idea che il dolore sia anche un passaggio verso un modo nuovo di stare insieme e di vivere.

Questo è un romanzo che attraversa l’animo umano e non fa sconti, e infatti mi è piaciuto.

I personaggi sono vivi, reali, imperfetti.

Leggendo mi sono ritrovata a riflettere non solo su Anna e Davide, ma anche su me stessa: sui miei legami, su cosa tenere stretto, e su cosa lasciare andare.

Mi sono trovata a riflettere sulle relazioni e sulla coppia. La coppia ha senso quando non è solo un’etichetta sociale; ha senso quando nasce e cresce fuori da rigidi schemi di controllo. La coppia è quella che si forma in maniera naturale, senza forzature, grazie alla gioia dell’oggi che porterà a costruire, forse, la gioia del domani.

E se un domani non ci sarà, resterà la gioia e l’intensità del presente. E andrà bene lo stesso.

Recent Posts

Add Comment

Related Posts