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Erykah Badu accende Roma: 25 anni di Mama’s Gun in un viaggio di suoni e visioni

Roma, Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, ore 21:35 del 10 Novembre 2025.

La sala è piena, un vero e proprio sold out, un pubblico eterogeneo, attento ma pronto ad alzarsi in piedi al primo segnale di ritmo.

Si percepisce l’attesa per un’artista che non concede mai un concerto uguale all’altro (anche nei look).

Sul palco, nel buio quasi totale, la band prende posizione. Solo poche luci rosse tagliano la penombra, disegnando i profili degli strumenti.

Poi, lentamente entra lei e tutto cambia.

Un fascio di luce la segue, i laser iniziano a muoversi e il tempo sembra sospendersi.

Erykah Badu trasforma l’Auditorium in un universo parallelo fatto di groove, poesia e spiritualità.

Il concerto è un viaggio celebrativo per i 25 anni di Mama’s Gun (ne abbiamo parlato qui), album simbolo di un’epoca e manifesto di libertà artistica.

Ma più che una semplice rievocazione, lo show romano è stato una cerimonia sonora, un rito collettivo in cui la voce di Erykah Badu, ancora potente e magnetica, si fonde con l’energia del pubblico.

Niente scaletta rigida, niente esecuzione meccanica: solo flusso, respiro e vibrazione.

Il pubblico segue ogni gesto, ogni pausa, ogni variazione improvvisa e quando il groove si fa più denso, la platea non resiste e si alza, trasformando l’Auditorium in una danza contenuta ma piena di entusiasmo.

Dal centro della sala si riconoscono anche volti noti, quelli di Fabio Rondanini e di Carlo Massarini, a testimoniare come la musica di Erykah Badu unisca generazioni e mondi diversi.

Il gioco di luci e laser accompagna l’intero concerto, sottolineando ogni cambio di atmosfera: momenti caldi, introspettivi, psichedelici, alternati a esplosioni ritmiche che scuotono la platea.

Non serve altro: nessuna scenografia ridondante, solo musica e presenza.

Un’esperienza che i presenti si porteranno dentro per molto tempo, note che resteranno ben fisse nelle loro orecchie.

 

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