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Elisa a Roma, una scaletta scritta da chi ascolta (e da chi aspettava)

Lo scorso 25 Novembre, mentre fuori la musica continuava a vivere, io ero fermo ai box, in una stanza d’ospedale.

Il concerto di Elisa era lì, a pochi chilometri, ma irraggiungibile. È strano come certe occasioni mancate restino sospese, come promesse non mantenute.

Forse è anche per questo che la serata di ieri a Roma, Elisa Palasport 2026, ha avuto un sapore diverso, più intenso, quasi necessario.

Non era solo un concerto, ma anche una piccola rivincita personale, un momento che mi ero perso e che finalmente ho potuto rivivere.

Prima che il concerto iniziasse, dalle casse del palco arrivavano alcune delle canzoni di Elisa in versione remix, già in quel momento il pubblico ha iniziato a cantare.

Poi si sono spente le luci e dopo un veloce intro il concerto è iniziato.

Questa volta la scaletta non è semplicemente “scelta” da Elisa e da chi con lei lavora, è nata da un dialogo.

Dopo anni passati a raccogliere desideri e suggerimenti durante i raduni dei fan club, Elisa ha deciso di aprire davvero quel processo, chiedendo direttamente al pubblico quali brani portare sul palco.

La risposta è stata così forte e partecipata da sorprendere persino lei.

Il risultato è un viaggio che attraversa passato e presente, reso ancora più significativo dal fatto che lo scorso anno ha celebrato trent’anni di carriera.

Un traguardo importante, che qui non pesa mai come celebrazione, ma si trasforma in racconto vivo, condiviso.

Non mancano anche sguardi al futuro: tra i brani si fanno spazio inediti del nuovo album che la cantautrice friulana sta preparando, accolti con la stessa attenzione riservata ai pezzi più amati.

Tra momenti intimi e altri più potenti, è emerso chiaramente quanto il live sia centrale per lei: è lì che le canzoni cambiano forma, si espandono, diventano esperienza collettiva.

Bello anche il momento dedicato ad un medley rock, nel quale ha omaggiato anche Dolores O’Riordan suonando Zombie.

Sono tante le canzoni che non facevano parte della scaletta da anni, proprio quello sono state le più apprezzate da chi c’era.

Tra le più apprezzate di sicuro ci sono Luce (Tramonti A Nord Est), Dancing (intima e potente), Anche Fragile e Gli Ostacoli Del Cuore.

La chiusura è stata perfetta, affidata ad A Modo Tuo.

Elisa si è districata sul palco tra chitarra e pianoforte, dando tutta se stessa ad un Palazzetto dello Sport Sold Out.

E in mezzo a tutto questo, posso dire “io c’ero“.

Questa volta non me lo sono perso e, forse, è proprio questo che ha reso tutto ancora più bello.

 

 

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