Roma, unite una serata di Settembre finalmente fresca, la Cavea dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone illuminata dalla musica, il tutto arricchito dall’energia di Diodato.
Non c’era un nuovo album da presentare, eppure ogni data del tour è stata un abbraccio tra l’artista e il suo pubblico, un viaggio condiviso che ieri si è concluso con la magia della sua città.
In camerino, poco prima di salire sul palco, Antonio aveva lo sguardo di chi porta con sé gratitudine e sorpresa.
«Non smetto di stupirmi di quanto il pubblico abbia seguito tutto questo tour, con un’attenzione e un calore che non davano per scontati», mi ha confidato.
Parole che raccontano un legame profondo con chi lo ascolta e che anticipano un futuro già in movimento.
Finito il tour, infatti, Diodato si dedicherà a un nuovo disco e ad altre sorprese ancora da svelare.
Forse proprio l’assenza di un disco da promuovere ha reso questi concerti più autentici.
Musica senza filtri, capace di creare un legame puro con chi ascolta.
Accanto a lui una band potente e affiatata: Gabriele Lazzarotti, Lorenzo Di Blasi, Alessandro Commisso, Andrea Bianchi di Castelbianco e Rodrigo D’Erasmo.
Quest’ultimo, insieme a Roberto Angelini, ha sorpreso il pubblico aprendo la serata con un set intenso e vibrante, tratto dal loro progetto Il Dominio della Luce, un’opera che è insieme disco e libro, musica e parola intrecciate.
Durante il concerto, Diodato ha attraversato le sue canzoni come fossero pagine di un diario, consegnandole a una Cavea gremita che le ha restituite con cori, applausi, silenzi carichi di emozione.
Ogni gesto, ogni ringraziamento, a Magellano Concerti, al suo staff, a Filippo Ferraresi, regista e direttore artistico dello show, sembrava il tassello di una storia corale.
La chiusura del tour non è stata una fine, ma un ponte verso ciò che verrà.
Roma lo ha salutato entusiasta ed urlante sotto al palco.
Non con un addio, ma con un arrivederci, certa che le prossime pagine di questo percorso saranno ancora più luminose.
La scaletta:
UN’ALTRA ESTATE
ADESSO
MI SI SCIOGLIE LA BOCCA
ALVEARI
COSÌ SPECIALE
LA MIA TERRA
ORMAI NON C’ERI CHE TU
UN ATTO DI RIVOLUZIONE
MA CHE VUOI
PATOLOGIA
BABILONIA
OCCHIALI DA SOLE
CUCCURUCCUCCU PALOMA
NON CI CREDO PIÙ
DI QUESTA FELICITÀ
MOLTO AMORE
FINO A FARCI SCOMPARIRE
FAI RUMORE
TI MUOVI
CHE VITA MERAVIGLIOSA