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Daniele Silvestri alla Cavea di Roma

Ieri sera la Cavea dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, ha accolto un concerto che è stato molto più di una semplice esibizione.

Daniele Silvestri è tornato sul palco del Roma Summer Fest con la sua band, portando con sé non solo il suo repertorio ma anche storie, riflessioni e momenti di condivisione che hanno reso la serata speciale.

L’ennesima occasione per celebrare i 30 anni (+1) di carriera con il suo Cantastorie Recidivo.

Il concerto è stato un viaggio attraverso trent’anni di canzoni, con arrangiamenti curati e un suono che dimostrava l’affiatamento dei musicisti che lo accompagnano.

Ognuno di loro ha contribuito a dare colore e intensità a brani che il pubblico conosce a memoria, ma che dal vivo sanno sempre rinnovarsi.

Apertura del concerto sulle note di Prima Di Essere Un Uomo, poi sono arrivate Hold Me, Scrupoli e L’uomo Col Megafono.

Uno dei momenti più divertenti è stato il siparietto con Virginia Raffaele, ospite nello spazio podcast chiamato banalmente (come detto da Silvestri) Le cose che abbiamo in comune sono 4850.

A dare il numero di telefono di Virginia a Daniele, è stato un loro amico comune, uno con il naso a patata.

Sul maxi schermo alle spalle del palco, è comparso Lillo che ha tessuto le lodi dell’ospite chiamandola ad un certo punto Paola (Cortellesi ndr), ovviamente come ha detto stava scherzando e le risate in platea non sono mancate.

Ironia e improvvisazione hanno portato una ventata di leggerezza e risate tra un racconto e una imitazione, sono tante quelle fatte da Virginia Raffele, memorabili quelle di Sabrina Ferilli e Ornella Vanoni.

Insieme hanno cantato anche due canzoni, una scritta da Claudio Baglioni (nemmeno Silvestri lo sapeva), che cantava Gigi Proietti intitolata Me So’ Magnato Er Fegato, poi anche la canzone che Daniele portò sul palco del Festival di Sanremo nel 1999 Aria.

La serata ha avuto anche un lato profondamente civile e politico: sul maxischermo è stato trasmesso un collegamento con una delle navi italiane che partecipano alla Global Sumud Flotilla.

Un gesto che ha unito la musica a un messaggio di solidarietà e attenzione verso ciò che accade oltre il palco.

Tra emozioni, ricordi e nuove prospettive, Silvestri ha dimostrato ancora una volta di essere non solo un cantautore capace di scrivere grandi canzoni, ma anche un artista che non rinuncia a usare la sua voce per raccontare, coinvolgere e far pensare.

Quando si esce da un suo concerto, questo era il terzo di quattro nella sua Roma, si ha la sensazione di essere stati protagonisti dell’evento, non solo delle semplici comparse.

Dopo una breve pausa, sono arrivati i bis con il pubblico sotto al palco a ballare Salirò, La Paranza e a strillare sulle note di Testardo.

Con lui sul palco gli amici di sempre Gianluca Misiti, Piero Monterisi, Gabriele Lazzarotti, Duilio Galioto, Jose Ramon Caraballo Armas e Marco Santoro.

 

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