“Antartica Quasi Una Fiaba” di Lucia Calamaro con Silvio Orlando, Barbara Ronchi e Valentina Bellè. Il film segna l’esordio alla regia di Lucia Calamaro, drammaturga di fama internazionale.
La pellicola si muove sul delicato confine tra ciò che immaginiamo possibile e ciò che temiamo non lo sia, attraverso uno strampalato intreccio tra scienza e affetti.

Una piccola comunità di scienziati, irraggiungibile per otto mesi l’anno, guarda al futuro della specie umana, cercando cose che ancora non capisce. Non Conosce. Non sa.
L’arrivo di Maria Medri (Barbara Ronchi), genio forastico e cocciuto, nella base più isolata dell’Antartide, metterà in crisi i progetti del capomissione Fulvio Cadorna (Silvio Orlando), suo mentore. Fulvio e Maria sono simili, sono legati, sono complici. Ma come spesso capita, tutti vogliono la stessa cosa, fino al giorno in cui ognuno vuole la sua. Un conflitto scientifico, ideologico, affettivo.
Le menti più brillanti si confrontano non solo con l’ignoto dell’Antartide, ma anche con le complessità dei legami, dei conflitti e della convivenza in isolamento.
Tra osservazioni, esperimenti e tensioni personali, ogni giorno diventa una ricerca che va oltre il sapere, fino al cuore stesso dell’umanità.

Come riportato da cinecittànews.it, Silvio Orlando racconta “Io cerco sempre qualcosa che mi tocchi, che mi riguardi: qui, c’era la passione, che gli brucia la vita. La passione è un grande dono, che può anche diventare ossessione e trasformarsi in fissazione, qualcosa di patologico. Ti accorgi solo dopo delle cose che hai sacrificato nel nome della passione e il mio personaggio è proprio in quel momento lì in cui si ritrova in un guscio vuoto, che potrebbe essere riempito da Maria”.