Roma, 27 settembre 2026 — A Parco Schuster, Valerio Lundini è tornato sul palco con i Vazzanikki per una serata tra musica, sketch e trovate surreali. Una formula che racconta solo in parte il carattere del progetto: qui la band non fa da accompagnamento alla comicità e la comicità non serve a riempire le pause tra i brani. Le due cose appartengono allo stesso linguaggio.
Il punto di forza dei Vazzanikki è proprio questo equilibrio. Le canzoni danno struttura allo spettacolo, mentre Lundini ne sposta continuamente il senso con il suo modo di stare in scena: asciutto, imprevedibile, capace di trattare l’assurdo come se fosse la cosa più normale del mondo. È un umorismo che chiede attenzione ai dettagli e ai cambi di tono, più che alla battuta a effetto.
Il risultato è uno spettacolo difficile da chiudere nella categoria del concerto comico. La musica ha un ruolo reale, ma accetta di essere interrotta, deviata e messa in discussione. Ed è in questa libertà che Valerio Lundini e i Vazzanikki trovano la loro identità più riconoscibile.
Foto e report di Maki Simeoni