Testo a cura di Carmine Rubicco

All’avvicinarsi della diciannovesima edizione dell’Agglutination festival, che si svolgerà il 10 agosto nel campo sportivo di Senise, in provincia di Potenza con Overkill, Stratovarius e Marduk tra gli altri, il patron Gerardo Cafaro tira le somme della manifestazione. Dalla nascita ai progetti per il futuro.

  1. Breve storia di Agglutination ormai giunto alla diciannovesima edizione.

Il festival (www.agglutination.it)  è nato 19 anni fa a Chiaromonte (PZ) con un concerto dei Marshall insieme a dei giovani gruppi della zona. Ad oggi, non senza grossi sacrifici organizzativi, sono passati da questo palco gruppi come Cannibal Corpse, Dark Tranquillity, UDO, Mahyem, Virgin Steel , Gamma Ray, Tankard e tanti altri, cosa impensabile.

2. Come è nata l’idea? Perché un festival metal e perché in Basilicata?

L’idea è nata per la mia grande passione per l’Heavy Metal, oltre che dalla voglia di fare qualcosa per il metal anche al Sud. La manifestazione prende nome dalla fanzine che io redigevo in quegli anni insieme al mio caro amico Nicola Cascino, di cui ho perso i contatti da tanti anni e che mi farebbe piacere rivedere e sapere cosa fa oggi.

  1. Nel corso degli anni come sono cambiati, se sono cambiati, i rapporti con le band e i management?

Certamente allora ero davvero un principiante e tante cose le ho imparate strada facendo, compreso il rapporto con le bands e il management. Sicuramente oggi, grazie ai tantissimi feedback positivi che abbiamo avuto, ci è molto più facile contattare le agenzie senza problemi e con reciproco rispetto, cosa non facile soprattutto quando si parla di Sud Italia.

  1. È più facile oggi contattare e prendere accordi con i gruppi o lo era di più nei decenni passati, tecnologia a parte?

Certamente più facile oggi, rifacendomi a quello che ti dicevo prima, oltretutto la tecnologia ha permesso un contatto diretto più semplice da avere. Per quanto riguarda i gruppi italiani sia allora che oggi la differenza non si nota perché sono tutti davvero bravi, disponibili e alla mano.

  1. Come è cambiato il pubblico della manifestazione?

Questa è una domanda che mi piace. A volte mi mi chiedo, vedendo da tanti anni sempre le stesse facce, la nuove generazioni dove sono? Però poi effettivamente mi rendo conto che tanti giovani ascoltano questa musica perché c’è sempre gente nuova che mi contatta e supporta questo festival. L’attitudine della persone forse è un po’ cambiata, all’inizio era più selvaggia e a volte anche più incontrollabile, oggi è più pacata, comunque preferisco oggi.

  1. Il metallaro odierno ha la stessa “fame” di live o è un fruitore differente?

Prima vi era uno spirito più devoto, i concerti erano più rari sul territorio e quasi inesistenti al Sud. Oggi ci sono tanti concerti e la fame si è un po’ spenta, anche per la crisi economica che attanaglia l’Italia. Come sempre vanno bene solo i grandi nomi e quelli più visti in Tv o sentiti nelle radio.

  1. Come è cambiata la scena. Ossia, c’è stata, a tuo modo di vedere, una variazione del numero di band, nella proposta musicale, nel livello tecnico. Una volta forse sembrava più un “rischio” proporre materiale originale, oggi è ancora così?

Una volta era un impresa fare un disco che risultasse ben prodotto e anche con una voce all’altezza, perché la pronuncia spesso era un handicap. Oggi fare un cd è molto più facile anche se spesso escono prodotti non competitivi. Il livello tecnico dei gruppi e dei prodotti musicali è cresciuto notevolmente soprattutto in Italia. Oggi trovare un gruppo non derivativo è molto più difficile. Negli anni 80 se si faceva un bel disco almeno si vendeva. Oggi anche se fai un bel cd rischi che nessuno lo compri. Ci sono tanti aspetti a volte anche non belli da dire che influiscono assai sul ritorno economico. A me dispiace che la scena italiana sia così triste, questo non per la mancanza di band valide ma perché in Italia manca la giusta cultura musicale dell’ascoltatore e mancano come sempre i canali di diffusione che credo personalmente siano il vero traino di un successo musicale.

  1. Il gruppo più disponibile con il quale si è magari creato un rapporto al di là della musica?

Gli Italiani quasi tutti quelli che sono stati al festival e di qui ne sono passati davvero tanti, mi colpisce per fare un nome a caso Fabio Lione che è uno sempre molto disponibile e umile nonostante sia il cantante metal italiano più conosciuto al mondo. Gli stranieri anche, certo essendo i giorni del festival sempre straimpegnato non ho potuto dedicarmi mai a passare qualche ora con loro, però ho un grande ricordo di Cannibal Corpse e Gamma Ray.

  1. Quello meno disponibile?

Non ho mai avuto peli sulla lingua. Sono stati tutti bravi, forse Mayhem e proprio UDO sono stati leggermente più difficili, i primi da gestire il secondo che ci ha un po’ snobbati.

  1. Chi avresti voluto portare al festival ma non sei ancora riuscito a coinvolgere?

Credo di essere soddisfatto di quello che sono riuscito a portare fino ad oggi al Sud perché sono nella consapevolezza di aver fatto sempre il massimo che potevo. Certamente troppe volte non si trova disponibile tutto ciò che si vorrebbe per cui per certi versi ho dovuto anche per forza ripiegare su scelte differenti. Alcuni, ad esempio, mi chiedono i Motorhead. Anche a me sarebbe piaciuto, però sono gruppi che costano troppo e sono fuori dalla portata di qualsiasi festival del Sud a meno che qualcuno non voglia suicidarsi.

  1. Qualche aneddoto da tramandare ai posteri

La stanchezza accumulata. Nessuno mi ci chiama a fare per forza il festival, però troppo spesso è davvero difficile andare avanti. Ai posteri lascerò quello che sono stato e il nome di questo festival che sicuramente è un ricordo indelebile di tanti giovani che sono stati almeno una volta su questo palco. Non dimentico mai quelli che si sono fermati anche solo a salutarmi con tanto di gioia sul loro viso pur avendo fatto ore ed ore di strada. Noi non siamo nessuno, non siamo ricchi ma almeno abbiamo una passione e tanti amici che io stimo e sicuramente loro stimano me. Penso non ci sia cosa più bella nella vita. Certo poi c’è anche chi potrà criticare, credo sia cosa giusta però io dico sempre che prima di criticare per avere la coscienza pulita e una dignità, devi aver dimostrato di aver fatto qualcosa nella vita, altrimenti non puoi criticare chi almeno prova a fare qualcosa. Questo vale per la musica e non solo.

  1. Progetti per il futuro

Io sogno solo pace. Il lavoro che manca e che ci sta portando nella disperazione e alla mancanza di tranquillità. Oggi la gente è diventata anche troppo cattiva, una volta nella mia gioventù non era così. Spero che al festival vada tutto bene e gli sforzi siano ripagati con tanta gente e una giornata di festa per tutti gli amanti dell’Heavy Metal.

  1. Cambiamo un po’ argomento, so che ascolti un po’ di tutto nel metal dall’AOR al Grind con notevole preferenza per il power metal, ma ti capita di ascoltare musica Italiana che non sia metal? A chi vanno le tue orecchie?

Certo, ti dico Francesco Tricarico, Branduardi, Pornoriviste, No Relax, Los Fastidios…

  1. Una domanda che vorresti rivolgere se tu stessi facendo un’intervista? Chiederei questo: ma che fine han fatto i metallari del sud Italia? Esistono o siamo sempre gli stessi? Lo vedremo sabato 10 agosto.

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