Qualcuno disse che dal Rock discende tutto… o quasi. Senza mancare di rispetto alla classica. E che tanti cantautori di oggi siano figli del rock non è per niente un concetto eretico. Anzi… E qui lanciamo in onda l’esordio di ZUIN con un disco che io definirei decisamente rock: “Per tutti questi anni”. Certamente non siamo di fronte alle pareti di amplificatori ne tantomeno ai groove acidi e psichedelici. Siamo di fronte un bel disco di pop rock d’autore italiano che in alcuni momenti, anzi spesso direi, si dedica alle intimità delle proprie riflessioni. Eppure, anche se non grida ma culla del silenzio, questo primo disco di ZUIN io lo trovo decisamente rock nell’anima.

Noi qui parliamo di rock, o almeno è questo che vorremo sempre fare. Io penso poi che c’è tanto rock anche in un disco come questo. Che mi dici?
Sicuramente in questo disco c’è del rock, mi piacciono gli strumenti suonati, gli strumenti che cambiano suono a seconda delle mani dalle quali vengono suonati, le mie radici sono li poi ascolto sempre quello che il suono moderno ci sta regalando e cerco di portarmi via quello che mi interessa.

E in particolare, quanto rock hai ingerito prima di scrivere da cantautore?
Io sono cresciuto con i Queen, ho iniziato ad ascoltarli a 5 anni e non ho piu’ smesso, non hanno influenzato la mia composizione musicale perche’ sono intoccabili ma sicuramente mi hanno insegnato ad amare la musica “di pancia”, la musica che sale sul palco vestita bene e scende sudata e con i capelli arruffati.

Canzone. Ma secondo te il testo di una canzone come “Credimi”, ha vita e senso se spogliato di musica? Ho citato un brano a caso del tuo disco, visto l’ultimo video…
I miei testi nascono insieme alla musica quindi diventano qualcosa accostati alla melodia, alle dinamiche, ovviamente poi anche scorporati dalla musica stesso hanno un significato ma mi piace immaginare queste due cose costantemente mano nella mano.

La tua scrittura è molto figlia del vissuto che hai dentro. Ma senza vissuto, senza esperienza personale di vita, un disco come “Per tutti questi anni”, avrebbe modo di venir fuori?
Ogni cantautore lavora con delle emozioni, in questo disco ho lavorato con le mie di emozioni, con i miei racconti, quindi senza il mio vissuto non sarebbe esistito questo disco o con un vissuto differente sarebbe stato un disco diverso.

Oggi il mestiere quasi non esiste più. Quasi sta morendo anche il rock, se non è già andato insomma. Cosa ne pensi?
Hai ragione, il rock effettivamente è quasi morto, io ci credo ancora, credo in un rock che sappia diventare moderno ma che non perda il proprio punto di forza di sempre e la propria anima grintosa ed emozionale, magari ci vorrà qualche anno ma non ho fretta.

E nelle scritture cantautorali altamente celebrate come Truppi, Motta, Calcutta e tanti altri… cosa ci vedi? Che direzione sta prendendo la canzone d’autore ma soprattutto la critica discografica?
Quelli citati da te sono bravissimi autori a mio gusto, sono autori che sanno trattare le parole con grande personalità. Purtroppo in questo momento la moda musicale vive anche di una parte molto piu’ superficiale che non mi attraversa l’anima. La realtà è che il mercato lo fanno gli ascoltatori, quindi probabilmente in questo momento storico l’ascoltatore ha meno voglia di impegnarsi nell’ascolto di una canzone.

Prossimo futuro. Domanda di rito…
Sicuramente un altro singolo e video, delle date dove porterò in giro “per tutti questi anni” e sto già scrivendo nuove canzoni….

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