Partiamo da questa considerazione. Il rap discende dall’HipHop e fin qui ci siamo. Che poi nel tempo l’MC sia divenuto un poppettaro da hit radiofoniche e talent show di copertina, beh questa è tutt’altra storia. Ma noi restiamo fedeli alla linea…e con questa filosofia che tanto ci piace, incontriamo il mitico Zio Felp che sforna, possiamo dirlo, finalmente il suo primo disco ufficiale. Niente sorprese e niente storie finte, niente invenzioni digitali prese da chissà quale computer ultima generazione. Siamo nel futuro digitale, vero, si sente…ma questo “Pace Amore e Bombe Carta” promette esattamente quello che la vera scuola del Rap da ghetto di periferia ha scritto negli anni. Lo fa. E con grandissimo gusto.

Rap figlio di HipHop. Ho letto questa cosa, non ricordo dove e mi è piaciuta tantissimo. Zio Felp, da purista qual è, che ne pensa di questa frase?
Rap figlio dell’hip hop..bella frase…io penso che non sia sbagliata del tutto… molti pensano che Rap e Hip Hop siano la stessa cosa..e non è cosi…c’è da distinguere la propria cultura con quello che si fa…tipo un esempio banalissimo è che..io non faccio hip hop…io sono hip hop ma faccio rap

E proprio su questo tema, perché spesso leggo di te che sei uno di quegli artisti che celebra la purezza delle origini. Perchè e cosa significa di preciso?
Penso semplicemente che ognuno è libero di fare quello che vuole..tranne sporcare questa musica..devi capire che col tempo il rap ha subito troppe evoluzioni sbagliate..dal dirty South alla trap..è molti pensano che basti scrivere due cagate rappate veloci su un beat fatto con due scorregge e hanno fatto il pezzo dell’anno…scordandosi delle origini, dei temi seri da affrontare e di quel groove musicale che mi fa ancora venire i brividi

Ogni grande equilibrio è figlio di qualche grande rivoluzione? Parafrasando il titolo del tuo disco quindi, facciamo la guerra prima e l’amore poi?
Parafrasando il mio disco credo che dopo tanta pace che ci viene promessa e negata, dopo tutto l’amore che abbiamo dato e che ci viene tolto..non ci rimane che la rabbia..la rivoluzione deve partire da noi stessi..e ognuno ha le sue armi..le mie bombe sono di carta e scritte con l’inchiostro

Zio Felp quanto è figlio di questo mondo digitale?
Davvero poco..sfortunatamente ogni tanto devo anche io adeguarmi..ma questo é un mondo che non mi appartiene..pensa solo al fatto che oramai non si parla più ma ci si scrive…non guardiamo più una persona negli occhi..perche i nostri occhi sono più impegnati a guardare uno schermo

Bellissima “Cambia”. Il festival di Piombini ci ha visto lungo. Che significato ha avuto per te e per la tua carriera?
“Cambia” parla di me..e di molti cambiamenti che ho visto e vissuto in generale..è stata scritta in un momento difficile delle mia vita e con la vittoria a Piombino ha iniziato a segnare un cammino bellissimo che sto facendo..ma sempre senza nessuna aspettativa

Attendiamo il video ufficiale…a quando?
Il video uscirà a breve..e non vedo l’ora..stiamo semplicemente attendendo il momento giusto

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