Ci sono uomini che hanno fatto la storia della città eterna e ci sono uomini che l’hanno ricordata al mondo questa storia. Poi ci sono luoghi in cui puoi ancora vivere e respirare una magia, una musica diversa. Era il 30 marzo 1984 quando a Trastevere apriva le porte il Big Mama, un posto nel cuore di Roma in cui conservare e condividere musica, un luogo fuori dal caos cittadino di un venerdì sera datato anni ‘80.

Federico Zampaglione e Mario Donatone

Oggi sono passati trentatré anni ma l’anima del Big Mama è sempre la stessa. Qualche gradino all’ingresso e ci si ritrova in un locale in cui echeggiano ancora gli assoli di un giovane Alex Britti, di Mike Stern, Roberto Ciotti o di Brian May, la tromba di Chet Baker, il sax di Rosa King, l’armonica di Edoardo Bennato, l’energia di Dan Aykroyd, Elvis Costello, Tori Amos e la classe di Pino Daniele e Niccolò Fabi.

Il luogo è unico, l’occasione affascinante, la serata accattivante, per festeggiare al meglio con “A Blues Night with…”.
Federico Zampaglione, alla chitarra, e Mario Donatone al piano danno vita a uno spettacolo che trasporta il pubblico in un posto lontano, in un giro per il mondo, attraverso la “musica del diavolo”, il blues.

Federico Zampaglione

Due set, come da tradizione blues, per un progetto acustico minimalista che con magnetismo attrae e affascina il pubblico in sala regalando tra voce, chitarra e piano, una fusione di musica ed emozioni.

Tra un bicchiere di buon vino e una birra scorrono le note di un primo set con classici come Trouble in mind di Nina Simone, Thrill is gone di B.B. King, Floating bridge di Eric Clapton che si chiude sulle note degli intramontabili Blues Brothers con She caught the Katy.

Nell’intervallo l’aria si fa ancora più intima con Zampaglione e Donatone tra il pubblico, tra musicisti e appassionati, amici storici e sconosciuti, a chiacchierare di musica e a raccontare aneddoti.

Il secondo set si apre con l’intenso assolo, piano e voce, di Donatone con A change is gonna come di Sam Cooke. Gli fa eco la chitarra di Zampaglione, nei successivi pezzi, con un omaggio a grandi chitarristi come Frank Zappa, Jimi Hendrix e Eric Clapton. Tra le note di B.B. King e Jackson Browne trova spazio anche la musica italiana con un sentito e profondo omaggio a Roberto Ciotti e la sua Blue square.

A chiudere il regalo inaspettato di due grandi ospiti presenti tra il pubblico, Giuliano Sangiorgi e Noemi, con i quali il duo di casa affronta con grinta e consueta maestria le note proposte.

Federico Zampaglione e Giuliano Sangiorgi

Sangiorgi al piano a Zampaglione alla chitarra offrono al pubblico un momento unico di improvvisazione con un blues minore, mentre Noemi, insieme a Donatone al piano e l’immancabile Zampaglione alla chitarra, regala un brivido soul con Heard it through the grapevine di Marvin Gaye.
L’energia di Johnny B. Goode conclude la serata del Big Mama. Una serata indimenticabile di grinta ed eccelsa musica, un duo perfettamente amalgamato e in totale sintonia musicale, una musica del diavolo, possiamo tranquillamente ammetterlo con ironia, hanno fatto il più bel regalo per i trentatrè anni del Big Mama.

 

Federico Zampaglione e Mario Donatone hanno suonato e cantato:
Primo set
Drifting blues (Eric Clapton) – Assolo Zampaglione
Trouble in mind (Nina Simone)
Thrill is gone (B.B. King)
Floating bridge (Eric Clapton)
Downtown train (Tom Waits)
Sunshine of your love (Disraeli Gears)
She caught the Katy (The Blues Brothers)

Secondo set
A change is gonna come (Sam Cooke)
Double Trouble (Eric Clapton)
Dirty love (Frank Zappa) – Voodoo Child (Jimi Hendrix) – Little wing (Jimi Hendrix)
Key to the highway (Eric Clapton & B.B. King)
Hold out (Jackson Browne)
Blue square (Roberto Ciotti)
Blues minore with Giuliano Sangiorgi
Heard it through the grapevine (Marvin Gaye) with Noemi
Johnny B. Goode (Chuck Berry)

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