La serata di venerdi 12 luglio a Tivoli porta l’insegna di hard rock/metal e rientra nella rassegna Metalland incorniciata in collina nei giardini del suggestivo maneggio Quintilio Primo.
Sarebbe facile intitolare questa terza serata ai batteristi più noti e quotati dell’underground capitolino. Abbiamo infatti qui Renzo Berardini, David Folchitto, Alex Giuliani e, last but not least, il giovanissimo Valerio Mondelli, ovvero i drummers più impegnati con numerose band affermate, ma non é certo tutto qui. I batteristi infatti saranno il ritmo di degne compagini che aprono proprio con i particolarissimi HardCuor. I primi in lista salgono sul palco mentre scende il sole ed il prato si riempie. L’occasione di vederli dal vivo e scriverne c’era già stata, e senz’altro é possibile confermare quanto detto a fine 2012. Alvaro e Christian, con Renzo alle pelli hanno solo una manciata di pezzi per far risuonare il prato, e sono praticamente appena scesi dalla macchina, ma la grande professionalità e la particolarità estrema del trio hard rock più intercontinentale di Roma prevale, ed una più che degna performance riempie la notte che scende di assoli e muri.

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I Physical Noise di ritorno dal loro tour di successo nell’Europa dell’Est, aprono con Scare my demons dall’album in uscita Follow the Noise. Carichi di musica all’inverosimile, sono sempre in forma anche se stavolta il braccio al collo, dopo Anthony Meloni, é toccato al vocalist Luca Fizzarotti. Al basso Erica Berton, con Andrea Colle alla chitarra solista. Tempo di Good to be bad, la hit di cui consigliamo il recente video. Flames of the unknown é il brano scritto da Berton che anche stasera ci viene consegnato al meglio. Alle pelli l’uomo dalle cento braccia Valerio Mondelli. Venti minuti in tutto e poi il gran finale per la band più coesa e dinamica dell’underground romano.

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Sul palco per le 22 Otus. Growl inglese per il doom cupo e suggestivo a base di tastiere/vocals, chitarre, basso e batteria. Bei muri e riffing melodici di tastiera in sinergia con le chitarre per il giovane quintetto romano. Cambi di ritmo, growl alternato a vocals puliti che ricordano alla lontana i System of a Down, giocati anche sul canto armonico tibetano nei loop ipnotici che girano in apparenza all’infinito in lunghe suite come punto luce nel sound irripetibile e caratteristico del gruppo. Venti minuti senza soluzione di continuità ed in prevalente originalità nel genere che lasciano sazi e soddisfatti.
Gli Otus  sono Andrea Adesso alla batteria, Brunomaria Cosenza alla chitarra, Daniele Antolini al basso, Fabio Listrani alla chitarra e voce, Fabrizio Aromolo, voce e synth.

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The Gambler con David Folchitto alle pelli col suo tocco dosato, più chitarre/vocals e, da poco, Pascolini al basso, mentre alle chitarre ed in voce Nasty da ben 13 anni con buona parte della stessa formazione. Outlaws é l’album da cui i quattro pescano stasera per lo show: puro hard rock per pezzi inediti, come la title track. Il devasto dura venti minuti. Più che sufficienti per apprezzare i volumi e la carica del collaudato gruppo romano. Completa la formazione Die Die alla chitarra.

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Lapida! Ingresso ad effetto per la band Thrash metal di quattro (batteria, basso, chitarra e voce) in attività da oltre un decennio. Tra gli altri pezzi ascoltiamo Scream of pain, Growl, headbanging, energici muri in massima velocità e doppia cassa sono il biglietto da visita dei Lapida, sempre all’altezza della loro fama. Lo stage diving stasera é a cura dei metalheads sotto il palco. I Lapida sono: Raptus – voce, Condanna – chitarra, Tox – batteria, Riggio – basso

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I Graal, ospiti straordinari, salgono sul palco a mezzanotte passata per il loro show regalo al pubblico che é ancora numeroso. Chitarra/voce per Andrea Ciccomartino, basso a cura di Michele Raspanti, chitarra nelle mani di Francesco Zagarese, dietro le tastiere Danilo Petrelli, e bacchette affidate ad Alex Giuliani. Ritmi dispari e controtempi su tappeti solenni di tastiere ed effetti Hammond a cornice della voce tenorile di Andrea che anche stasera cesella i suoi splendidi testi epici in inglese nel modo peculiare di fare hard rock dei Graal. Nota di merito per esser ancor più di spicco al bassista Raspanti. Magico quasi quanto il Sacro Graal.

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Ed ora non resta che aspettare il 19 ed il 26 luglio. Altri grandi nomi in arrivo…

Grazie all’organizzazione di Metalland per l’ospitalità.
Per saperne di più:
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