Intervista a cura di Paola Ceci

Vivaldi Metal Project: iniziamo con le presentazioni?

Il Vivaldi Metal Project è un progetto che ha rivisitato in chiave Metal il capolavoro del Barocco italiano “Le Quattro Stagioni” a firma del sommo compositore e gran violinista Antonio Vivaldi.

In verità avrei voluto iniziare con i ringraziamenti perché è una bella emozione pensare ad un progetto così importante, in grado di coinvolgere nomi il cui talento e livello artistico è indiscutibile. Ci raccontate qualcosa di più rispetto al lavoro di ‘arruolamento’ degli artisti? C’è stato inoltre qualche episodio in particolare che merita di essere raccontato?

MISTHERIA / ALBERTO RIGONI: Molti degli artisti da noi contattati hanno risposto con passione e interesse, il che ha reso tutta la prima fase davvero scorrevole e eccitante, scoprendo, giorno dopo giorno, come il progetto si stesse arricchendo di grandissima qualità! L’episodio particolare che merita di essere riportato è l’interesse che ha suscitato in tanti giovani musicisti e cantanti meno noti al grande pubblico ma estremamente talentuosi. Abbiamo ricevuto dei demo di estrema qualità ed è stato praticamente impossibile da parte nostra rispondere che non vi era più posto.. ecco come si è arrivati ad un numero così elevato di ospiti! 🙂

Musicalmente cosa possiamo aspettarci: un suono fedele all’originale; oppure molto personalizzato rispetto all’inclinazione artistica di ogni interprete?

M: Credo, in tutta sincerità, che ciò che si ascolterà sarà qualcosa che lascerà molto sorpresi! Ci si aspetterà questo o quel tema vivaldiano come a tutti noto (ad esempio quello famoso della Primavera adottato da molte segreterie automatiche dei call-center) ma poi si scoprirà una manipolazione della partitura originale in ogni sua forma, innanzitutto con l’inserimento di parti cantante che non sono presenti nell’originale trattandosi di un’opera strumentale. E poi parti solistiche e tanto coro, orchestra a ruolo invertito rispetto alla band Metal… e molto altro. Certo che in tutto ciò ogni interprete ha apportato moltissimo di suo definendo in maniera unica il suono del progetto.

Riprodurre Vivaldi richiede una tecnica musicale elevata ad un certo livello; ma c’è una cosa che nel Progetto che più mi ha incuriosito e su cui vorrei sapere qualcosa in più: il ruolo di Douglas Docker. Credo non sia stato facile comporre delle liriche attuali e adattarle ad un testo classico.

M: Mi fa piacere che rilevi il nome di un artista a 360° quale è Douglas Docker!Avevo seguito Douglas nei suoi lavori precedenti, semplicemente per passione, per il fatto di essere un collega e per essere sotto la stessa etichetta (Lion Music). Arrivato al punto di dover decidere su chi avesse scritto il testo per i 12 movimenti di cui è composto il corpo principale del progetto (ci sono anche due brani originali scritti da me insieme ai cantanti Rob Rock e Lance King) ricordo una mattina in cui mi sono detto: “Questo è un lavoro che Douglas saprà realizzare e completare magistralmente!”. Oggi posso dire che il mio intuito è stato esatto e ricambiato in modo eccezionale, Douglas ha superato le mie stesse aspettative con una serie di 12 testi che, a mio parere, sono un vero capolavoro letterario.

Altra curiosità per quanto riguarda i suoni: quanto rimarrà di classico e quanto di sonorità metal?

M: Come detto precedentemente, c’è parte dell’originale di Vivaldi e parte di arrangiamento e composizione dell’arrangiatore stesso, il tutto unificato dentro una matrice di stampo Metal sinfonico, a tratti Metal e a tratti Nu-Metal e Prog-Metal. Difficile indicarne le proporzioni, ma di propriamente “Classico” resta poco nella sua veste originale, ci sono parti classiche ma ampiamente arrangiate se non scritte ex-novo sia da me che dagli arrangiatori. Ciò che resta è quel suono sinfonico ed epico basato sulla partitura originale, sempre e comunque, di Vivaldi.


Di fronte ad ospiti così importanti, credo che gli intervistatori che mi hanno preceduto si saranno scatenati alla ricerca di approfondimenti e curiosità su questo o quell’artista invitato. Io, invece, vorrei sapere qualcosa in più dei due ideatori e produttori del progetto: Mistheria e Alberto Rigoni…

M: Pianista, tastierista, compositore, arrangiatore e produttore del Vivaldi Metal Project. Io ho avuto, nel corso degli anni, esperienze di vario tipo sia in vivo che in studio, in Italia e all’estero soprattutto, con musicisti di vario tipo, artisti e bands diverse, sicuramente fra le collaborazioni più di rilievo ci sono quelle con Bruce Dickinson degli Iron Maiden per cui ho registrato il suo album solista “Tyranny of Souls”, poi gli abum registrati per Rob Rock e Roy Z, ed altri per una serie di circa oltre 50 albums registrati sinora. A ciò si aggiungono i miei lavori da solista sia in chiave Metal che Classico/New-Age. Tutto su di me: www.mistheria.com

AR: co-produttore del Vivaldi Metal Project nonché responsabile del marketing. Bassista e compositore italiano, conosciuto a livello internazionale sopratutto per la mia attività da solista e ma anche per l’appartenenza al gruppo progressive rock TwinSpirits, al progetto Lady & THE BASS e al Vivaldi Metal Project in qualità di co-produttore. I miei dischi da solista (Something Different, Rebirth, Three Wise Monkeys e Overloaded, pubblicati tra il 2008 e il 2014), che spaziano tra il prog rock metal e fusion, vedono la partecipazione di illustri ospiti quali Kevin Moore (ex Dream Theater), Gavin Harrison (Porcupine Tree, King Crimson), Göran Edman (ex Yngwie Malmsteen), Michael Manring e molti altri. Attualmente sto lavorando al mio quinto disco da solista BASSORAMA.

Com’è nata la passione per Vivaldi? E quella per il Metal? E com’è nata la scoperta della connessione fra Vivaldi e il Metal?

M: Tanti anni fa.. c’era una volta uno studente di Pianoforte, Organo e Composizione… Mistheria nasce tra le note della musica Classica in Conservatorio dove coltiva la passione per i più grandi compositori. “Le Quattro Stagioni” sono un capolavoro che cattura per la sua energia ritmica e fascino melodico. Contemporaneamente Mistheria scopre alcune grandi bands del Prog-Rock (Genesis, Pink Floyd, King Crimson, ecc.) e a seguire alcuni dischi di Y. Malmsteen, V. Moore, J. Tafolla, ed altri chitarristi del genere. Si venne a creare un impasto di interessi diversi che però io amavo combinare in un’unica miscela musicale…

Passiamo ora alle domande pratiche: ci dite qualcosa in più dell’album? Tempi di realizzazione, supporti disponibili (digitali, fisici)…

AR: Stiamo completando le registrazioni, ci auguriamo entro la fine dell’anno di avere tutto pronto per il mix e mastering. Il disco uscirà a maggio 2016 sotto la label tedesca Pride and Joy Music, con distribuzione internazionale (tra i vari distributori anche Edel). Il disco sarà disponibile in formato digipack e … in vinile! Naturalmente sarà possibile acquistare anche la versione digitale.

Inevitabile a questo punto sperare di ascoltare Vivaldi in versione Metal.. dal vivo! La speranza di un tour (magari in Italia) ha basi concrete?

AR: Crediamo che ci siano possibilità concrete di portare il progetto sui palchi, non solo italiani. Naturalmente però, per ragioni logistiche, ci sarà una formazione ridotta. Sarebbe bello avere sul palco tutti gli artisti che hanno registrato nel disco, ma direi che è un’impresa impossibile 🙂

Per concludere: messaggi (e saluti) a tutti gli appassionati di Vivaldi, del Metal e.. ai nostri lettori in primis!

AR: Grazie mille per l’intervista e grazie a tutti coloro che ci stanno supportando in questo progetto! Continuate a seguirci sui nostri canali ufficiali www.vivaldimetalproject.com e www.facebook.com/vivaldimetalproject . STAY METAL! \M/

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