2015-08-02 00.23Si è svolto ad Anagni il primo Viscere Festival, una rassegna musicale legata all’omonimo progetto che nasce dalla voglia di promuovere la musica autentica, genuina e che si concretizza in una compilation (giunta ormai alla terza edizione) che raccoglie gruppi ed artisti provenienti da tutta Italia. Ad ospitare l’evento Il Parchetto, location che nell’ultimo periodo è stata sede di molte attività culturali e musicali, soprattutto grazie all’impegno dei gestori, prodighi nel proporre iniziative che restituiscano un po’ di vitalità alla zona.

Viscere è sicuramente un modo di intendere la musica, un momento creativo che (a nostro avviso in accordo con il nome) nasce da un’istanza e una necessità viscerale, dalla musica fatta di pancia, dal bisogno di esprimere qualcosa che venga dal profondo. Questo è emerso da questa prima serata che ha visto sul proprio palco quattro gruppi eterogenei per genere, ma accomunati da una visione comune.

Il festival è stata una rassegna dedicata alla creatività, piuttosto che solamente alla musica. Almeno questa è stata l’impressione percorrendo il viale pieno di mercatini e di artisti, ma anche assistendo alla rappresentazione teatrale Winesburg, Ohio in scena poco prima dei concerti.

Ad aprire la serata sono i Valuna Mauro Ciullini (voce e basso), Giuseppe Tiberi (chitarra), Lorenzo Cellini (chitarra) e Gabriele Paris Bossi (batteria) – un gruppo che suona un post-rock distorto ed effettato, dal sound giocato sulle pedaliere e che si perde in momenti ambient. Una band che riesce a creare atmosfere graffianti, la cui musica cambia il clima e ti proietta in atmosfere cupe e suggestive, che ti entrano nell’anima e la rendono del colore della loro musica. Un gruppo di ragazzi che trattano il suono come un qualcosa di cui prendersi cura quasi in modo maniacale e in questo si vede tutto il cuore che riescono a mettere nella loro musica, oltre che nella performance appassionata che riescono a realizzare.

Dopo di loro tocca ai KairoMario Tranfa, Daniele Magliulo e Alessandro Ieri – che vengono dalla provincia di Napoli, con un sound più solare e fresco, in grado di aumentare i battiti cardiaci nei momenti in cui lasciano spazio alla sola musica. Anche in questo caso un live interessante, appassionato, che coinvolge il pubblico presente, portando sul palco il loro album 13 del 2014.

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Cambio palco veloce e tocca ai  Girless & The Orphan, un gruppo che proviene da Rimini e che ha scosso il palco del festival col loro sound energico. La loro musica arriva come un pugno allo stomaco, mettendo insieme l’aggressività del punk con un folk meraviglioso. La loro perfomance conquista in modo naturale e spontaneo.

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Ultimi a salire sul palco gli Storm{o} – Luca Rocco (voce), Federico Trimeri (basso), Giacomo Rento (chitarra) e Gabriele Coldepin (batteria) – un gruppo della provincia di Belluno, headliner della serata e reduce da un tour che ha toccato le principali capitali europee. Il nome è preludio di ciò che la band porta sul palco e quest’ultima non tradisce le aspettative, visto che realizza un live che ha la potenza e l’impeto di una tempesta, con un sound che spazza via tutti e che li travolge e sconvolge. Il loro post-hardcore ha la forza di tante piccole esplosioni che si concretizzano in emozioni forti nel pubblico, in una performance che non dà un attimo di tregua. E se tutto ciò non bastasse ancora, a fine serata il dj set di Aharon, tastierista dei Mary in June.

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Un festival che, benché alla prima edizione, ha fatto la differenza dimostrando a tutti che l’impegno e la passione possono realizzare cose belle; che la cultura, la musica e l’arte a volte ce la fanno.  Non importa più nulla, solo aver suscitato un’emozione nei presenti, cosa che il Viscere Festival è riuscito a fare in modo vero e genuino, con l’impegno di chi ci crede ancora, mettendo insieme gruppi da tutta Italia in una sorta di collettivo nazionale che rende il progetto la realizzazione di un qualcosa che sembra un sogno. E alla fine a quel sogno ci credi anche tu.

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