Report di Luca Secondino – Foto Alessia Dessì

Roma, 19 luglio.

Ad aprire il concerto ci pensa il duo drum’n’bass da Arezzo, gli Animal Defection. Dj e Mc che in un’ora circa di live, riescono a radunare sotto al palco tutto il pubblico necessario, e lo preparano al clou della serata. Nonostante la formazione ridotta, e la mancanza dei membri storici dei Pendulum, l’affluenza è notevole; infatti anche se il djset consta dei soli El Hornet in consolle e Ben Count “the Verse” come MC, il risultato è tutt’altro che limitato.

A mezzanotte circa, iniziano a snocciolarsi le prime note di Witchcraft – il remix drum’n’bass di Rob Swire – e il vortice di suoni e luci travolge nel giro di pochi istanti tutti i presenti. Lunghi brani con numerose incursioni di estratti remixati, come Ragga Bomb di Skrillex, Pale Blue Dot, Revolution, Double Bubble Trouble, Smak my Bitch dei Prodigy, dei quali rimane un caposaldo il remix di Voodoo People lanciato dai Pendulum nel 2005. Si balla e si salta sotto al palco, ma anche sopra The Verse non si fa mancare dei numeri in volo.

Dall’album Immersion del 2010, l’ultimo lavoro, Salt in the Wounds, The Volture, The Island nelle varie versioni compresa quella del Project Awooga, poi si torna indietro ai successi di In Silico, come Propane Nightmares, senza che il pubblico rimanga insoddisfatto con gli oldies Slam e Blood Sugar.

Spettacolo adrenalinico che non fa sentire troppo la nostalgia della band al completo, anche se dai tweet di Rob Swire, ci si aspetta un nuovo disco all’inizio del prossimo anno, e perchè no, anche un ritorno dal vivo con la formazione storica e rigenerata.

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