Qualcuno disse che il rock è morto. Quel qualcuno non immagina forse che neanche il pop demenziale è in fin di vita… date un occhio qui:

Sono I Vendrame, abruzzesi, apolidi, figli della scena indie ma anche di grandi scuole della demenzialità fatta canzone. E questo primo disco, manco a dirlo, è un disco di “grandi successi” intitolato “Burro” dove regna in equilibrio il sesso e la politica, la vita quotidiana e le allegorie più nostalgiche… e a proposito di nostalgia, “Postalmarket” è la bandiera che svetta su tutto e tutti. Almeno per noi adolescenti degli anni ’80.

Noi parliamo sempre di “Rock”…ma non riferendoci al genere quanto più a quel certo modo di pensare alla musica. Quindi vi chiediamo: quanto “rock” c’è dentro questo primo disco?
Tantissimo!!! O forse per niente… (ride). Vedi, nel nostro primo primo lavoro siamo stati diretti, spontanei e senza fronzoli. Abbiamo cercato di lasciare l’ascoltatore libero di decodificare il nostro sound e le nostre intenzioni compositive senza dare troppi punti di riferimento. Cosi facendo, chi ascolta è indotto a mettere in atto un sottilissimo meccanismo di proiezione ed identificazione, trovando nel nostro disco quello di cui ha bisogno. Una sorta di percorso psicoterapeutico che potrebbe dare luogo anche a fenomeni di sensibilizzazione particolari (colon irritabile, flatulenza, meteorismo, attacchi di panico, paranoia ecc ecc…)

E per voi, dunque, cos’è davvero “rock”?
Essere liberi di fare e dire quello che ci pare. Oppure avvinazzarci alla sagra della pecora alla callara a Isola del Gran Sasso (Te)…scegliete voi!

Se vi chiedessi di una trovata geniale che vi contraddistingue?
Il trovarci costantemente in bilico su di una sottilissima linea di demarcazione che divide l’essere dei prodigiosi compositori dall’essere dei perfetti imbecilli…

E se i Pink Floyd hanno fatto un Live at Pompei… voi?
Noi abbiamo fatto un Live at Cappelle sul Tavo, in mezzo alle campagne…a due passi dal fiume e vicinissimo ad una pista per go-kart… vuoi mettere???

E le maschere di scena sono anche molto importanti, parlando di “rock”… lo sono anche per voi?
Certamente!!! Le maschere di scena sono fondamentali, soprattutto per celare le nostre vere identità…tenendo conto che il nostro chitarrista è latitante da 5 anni, il batterista ha un debito di gioco dal 1984 e che il Dottor Palmito (sax e sintetizzatori) deve ancora restituire un trattore, tre galline ed un asino al suo vicino!

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