Villa Ada incontra il mondo dei Modena City Ramblers in una torrida estate romana.

La serata si apre con Padre Alessandro Zanotelli sul palco tra gli applausi di chi ben conosce il missionario italiano e chi, attento e appassionato ascoltatore, si immerge nei sui discorsi di umane storie e disavventure politiche del nostro Paese. Poi una benedizione al pubblico e a chi persegue l’amore per il prossimo e la festa può partire.

Modena City Ramblers

L’impronta è chiara, non resta che iniziare con i Modena City Ramblers. Il pubblico balla e si diverte al ritmo fluente di pezzi storici della musica italiana, non più solo inni da piazza il Primo Maggio ma storie di vita di un’evoluzione culturale e musicale italiana.
I cento passi, Bella Ciao, Contessa sono l’apice di un modus musicandi di una vita fatta di disobbedienza, resistenza, canti di un popolo italiano sempre in lotta e della loro Modena che oggi soffoca industrializzata.
Il resto lo fa l’energia sul palco dei Modena, con Davide Dudu Morandi in straordinaria e sempre sfrontata forma, Francesco Fry Moneti onnipresente tra violino e chitarre, Roberto Zeno accordatore del gruppo,  Massimo Ice Ghiacci alla chitarra e Franco D’Aniello ai fiati.

Modena City Ramblers

In una Villa Ada rinfrescata solo a tarda sera, da una lieve brezza, due ore e passa di musica, fiumi di birra e canzoni cantate a squarciagola per una serata che ha mostrato la stoffa del gruppo modenese. Un pubblico sempre soddisfatto ed entusiasta dei loro beniamini.

Un concerto quanto mai vivo e fondamentale in un contesto sociale, culturale e politico come quello di oggi, in cui bisogna ricordare certi moti e movimenti di piazza che hanno caratterizzato la nostra storia moderna.
Sono e saranno sempre la nota fuori dal coro, i bardi di una musica mai paga e senza bandiere. Lunga vita ai Modena City Ramblers!

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