Serata all’insegna del mito dei Guns’n’Roses ed in particolare di quello di Slash il 24 maggio al Jailbreak. Nel tempio del rock romano, situato sulla via Tiburtina, in un’unica serata, due grandi band, che hanno ripercorso un po’ la storia del gruppo di Los Angeles e del chitarrista britannico, naturalizzato americano, che con il suo estro, la sua genialità ed il suo look pittoresco, ha lasciato un marchio indelebile nella storia del gruppo americano, ovvero Mr. Saul Hudson in arte Slash. Le band delle quali parliamo sono gli Slashpit ed i leggendari Appetite For Destruction. I primi si concentrano sulla storia di Slash, del periodo post-Guns, un periodo molto fertile che ha visto il chitarrista come fondatore di molti progetti di alto profilo come appunto gli Snakepit nel periodo 1995-2000, i Velvet Revolver(2003-2007) e per ultimo la collaborazione con Myles Kennedy degli Alter Bridge, con lancia la sua ultima sfida: The Conspirators. Nel mentre tantissime collaborazioni e richieste di partecipazioni ad album, praticamente da parte un po’ di tutti: Michael Jackson, Eric Clapton, Iggy Pop, Lenny Kravitz, Alice Cooper, Carol King, Puff Daddy, Vasco Rossi… solo per citarne qualcuno! Il nome Slashpit unisce per appunto il nome di “Slash” con quello del suo primo gruppo dopo l’esperienza con i Guns’n’Roses, gli Snakepit. Gli Slashpit sono tra le pochissime band che ripercorro questa fase della carriera di Slash in maniera esclusiva: questo li ha portati all’attenzione dei diretti interessati. Attila Rock, front man degli Slashpit ha avuto modo di incontrare i Conspirators nel backstage di un concerto live, nel quale si è proposto in maniera scherzosa come quarto conspirator…(a Roma si dice “Magari ce cascano!!!”, chi lo sa che “magari si poteva fare”, avrà pensato Attila). Da allora è nato un contatto, in maniera particolare con Todd Kerns dei The Conspirators. Ma la grande soddisfazione per Attila è stata senza dubbio quando l’immenso Slash in persona ha apprezzato Attila e la sua genialità, complimentandosi per il lavoro…riferendosi a dei fumetti realizzati da Attila con protagonisti Slash, sua moglie Perla, Myles Kennedy e The Conspirators che Attila ha presentato in quel backstage …

Ironici, espansivi, coinvolgenti gli Slashpit hanno aperto la serata del Jailbreak scaldando subito l’ambiente che prevedeva una scaletta di pezzi entusiasmanti. Si partiva con Slither, favoloso pezzo dell’era Velvet Revolver (inserita nell’album “Contraband” del 2004), che subito scatena il pubblico..
A seguire “Mean Bone” e subito da “Apocalyptic Love” la splendida “Not For Me”, stupendamente interpretata dagli Slashpit. Tra i pezzi più belli proposti sicuramente “Bad Rain” e “Back For Cali”, quest’ultima inclusa nell’album “Slash” del 2010 e cantata da Myles Kennedy nella versione originale, ha un’atmosfera molto particolare: riproporla non è facile, poiché va dato quell’ effetto particolare di leggerezza e di sensazione di viaggi lontani, come la canzone stessa ispira, che possono essere riprodotti solo attraverso l’esecuzione perfetta di riff con tocchi molto leggeri. Sicuramente un’interpretazione, anche nell’ intensità della voce di Attila, degna di nota.
Subito dopo gli Slashpit, protagonisti senza dubbio di una grande performance, originale nella scelta e perfezionistica nello stile, arrivano gli Appetite For Destruction. Ma prima vanno citati uno ad uno i componenti degli Slashpit che oltre al già citato Attila Rock, personaggio sicuramente originale oltre che di grande talento alla voce ed alla chitarra ritmica, gli Slashpit comprendono il mitico Spike (chitarra solista), Jack Krueger alla batteria ed Aleb al basso. Quattro ragazzi davvero in gamba con un’unica missione: convertire la gente al Credo dell’unico Messia Vivente del Rock, ovvero Mr. Slash.

Tornando agli Appetite For Destruciton vanno sicuramente annoverati fra le migliori Tribute band in circolazione dei Guns’n’Roses, insieme ai Rocket Queen (dei quali abbiamo già ampiamente parlato in un altro servizio) e a pochi altri. Parliamo di veri professionisti. Di musicisti con tanto di p… beh, ci siamo capiti!!!!! Una sintesi sicuramente radicale nella sua forma, ma efficace per capire che gli Appetite For Destruction, non sono mossi solo da passione il sano rock’n’roll, ma hanno un background di preparazione tecnica di altissimo livello. Spesso l’ascoltatore distratto tende a minimizzare le tribute band, relegandole a ruolo di gruppi fotocopia, che scimmiottano artisti già famosi perché sono privi di idee e nonostante tutto occupano lo spazio, rubandolo a musicisti che fanno musica originale. Mai critica si è rivelata più sbagliata ed ingiusta. Alcune tribute band, come nel caso degli Appetite For Destruction viaggiano su livelli tecnici altissimi, sono composti da musicisti veri, che in qualche caso, sono talmente veri che si accorgono pure quando non suonano come dovrebbero, solamente se si rendono conto di qualche piccola imperfezione, che sfugge veramente all’orecchio del pubblico, in quando quasi impercettibile. Andrea Nicolé, il batterista del gruppo, ha mostrato la grande umiltà, di scusarsi nei confronti del pubblico a fine concerto, per non aver suonato come avrebbe dovuto..in quanto non era nelle condizioni adatte… un gesto che gli fa onore… soprattutto se si considera che praticamente nessuno si è accorto di qualche errore. Anzi sembrava veramente che gli Appetite For Destruction erano in grande spolvero, essendosi resi protagonisti di una straordinaria performance sul palco. Va segnalato come sia stata eseguita un’interpretazione di “Knockin’On Heaven’s Door”, in assoluto tra le migliori che io personalmente abbia mai sentito. Un’interpretazione talmente riuscita da accendere gli entusiasmi della platea del Jailbreak, dove qualcuno si scatenava a cantare e ad applaudire, come se fosse ad un concerto dei veri Guns’n’Roses. Straordinaria, nella sua carica di energia, della quale gli Appetite, sono stati capaci, è stata anche “Outta Get Me”, cantata in maniera egregia, con grinta ed impegno da vendere… Albert Fish, è un cantante dalla voce inesauribile e frontman alla Axl old style. Il chitarrista solista Valerio Barchiesi, che è uno dei fondatori del gruppo, ci ha detto, come Albert sia riuscito in poco più di un anno e mezzo ad integrarsi talmente bene nel gruppo, da diventarne veramente un simbolo. Ma se parliamo di simboli di questo gruppo, dobbiamo senza dubbio citare Frank Marrelli, detto “Stradlin”, in quanto non solo ha la funzione che Izzy Stradlin, ricopriva nei Guns (seconda chittarra, cori) ma è altrettanto pittoresco: con la sua immancabile sigaretta rivolta verso il basso alla maniera di Jigen, la fascia “Harley Davinson” tra i capelli, le incredibili giacche e i pantaloni leopardati. Un vero Stradlin (anche se a dir la verità, a me pare assomigli molto di più al mitico Bruce Springsteen, ma del resto anche lo stesso Stradlin una vaga assomiglianza con “The Boss” ce l’ha).
Frank è un chitarrista eccezionale, molto dotato: preparato e competente.

Frank garantisce alla band di non fermare l’attività live, è un po’ il motore stesso del gruppo. Poi va sicuramente citato il grande Giuseppe Ricca, tastierista del gruppo … oltre all’attività con gli Appetite For Destruction ha una sua attività di cantautore e compositore. La sua postura denota una classe unica: mentre gli altri si scatenano sul palco, lui rimane impassibile sulla sua tastiera, concentrato e serioso come se stesse facendo un esame al conservatorio. Gli Appetite For Destruction sono una delle poche tribute band, che amano mostrare il loro vero carattere sul palco: ognuno di loro ha la sua personalità e la mette in mostra, quando non in gioco nel corso dell’esibizione. Non vogliono essere cloni, o imitatori di nessuno: loro sono loro. Ed è questo che li rende grandi!

Concludiamo con una nota riguardo la serata: doveva essere presente un terzo gruppo: gli One Eyed Jack (hard rock/sleaze originale). Purtroppo una forma influenzale ha costretto Jade Singer, la cantante del gruppo, a dare forfait.  Ci teniamo a segnalare la presenza in sala di Silvia “Skull” Pietroni, bassista di questo gruppo (del quale fa parte anche lo stesso Frank Marrelli). Da parte della redazione mandiamo un saluto a tutta la band, con augurio di poterli incontrare presto per sentirli dal vivo con tutta la loro carica.

SCALETTA SLASHPIT: Slither, Mean Bone, Not For Me, Ain’t Fun, Standing In The Sun, Beggars and Hungers, Bad Rain, Back For Cali, Neither Can I, Sucker Train

SCALETTA APPETITE FOR DESTRUCTION: Nightrain, It’s So Easy, Mr. Brownstone, Used To Love Her, Don’t Cry, Welcome To The Jungle, 14 Years, Think About You, Sweet Child Of Mine, Outta Get Me, Rocket Queen, It’s Allright, You Could Be Mine, Civil War, Whole Lotta Rosie, My Michelle, Knockin’On Heaven’s Door, Paradise City

Ringraziamo il Jailbreak per l’ospitalità

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