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C’era molta attesa per questa Jubilee edition della versione winter del più blasonato festival musicale umbro, attesa che non è andata delusa. La manifestazione ha infatti riscosso un notevole successo di pubblico (anche se magari ci si aspettava un programma ancora più ricco), con praticamente tutti i concerti andati sold-out già in prevendita. Del resto, quella che 25 anni fa si presentava come un scommessa azzardata, è oggi una realtà affermata e consolidata, grazie anche al fatto che Orvieto offre spazi (come il Teatro Mancinelli o le sale al Palazzo del Capitano del Popolo) suggestivi, funzionali e vicini tra loro, il tutto in un ambiente dove storia, arte, architettura, urbanistica, ricettività ed enogastronomia costituiscono un valore aggiunto non comune.
Ma parliamo dei concerti. Anche questa edizione di Umbria Jazz Winter ha presentato alcuni artisti resident (alcuni dei quali hanno proposto progetti diversi), accanto ad altri che si sono esibiti con minore regolarità.

Umbria Jazz Winter #25 – Horn Rea Paoli

Il festival si è, di fatto, aperto col concerto della stella emergente Jazzmeia Horn (lanciatissima cantante texana, già vincitrice di importanti competizioni Jazz internazionali) che ha preceduto, sul palco del Teatro Mancinelli, il concerto del Due come noi che… con Gino Paoli & Danilo Rea. I due big di casa nostra hanno proposto (col contributo, a volte, di Flavio Boltro alla tromba) una scaletta di brani presi dal repertorio della scuola genovese o (in anteprima da un disco di prossima pubblicazione) francese, oltreché, ovviamente, dai grandi successi di Paoli. (entrambi i concerti saranno poi replicati nei giorni seguenti: sempre a teatro quello di Paoli Rea e, per ben quattro volte, quello di Jazzmeia Horn nelle sale del Palazzo del Popolo).

Umbria Jazz Winter #25 – De Vito Horan Ribot

Il talentuoso ed apprezzatissimo chitarrista (più rock che jazz, a dire il vero) americano Marc Ribot si è esibito (a più riprese ed in varie location) sia in trio (con Henry Grimes e Chad Taylor) sia insieme a The Young Philadephians, con cui ha proposto una energica contaminazione di jazz con il Philadephia Soul e la Disco degli anni ’70. La resident Maria Pia De Vito si è presentata con ben tre progetti diversi: Core/Coração, dedicato alla musica brasiliana, ovviamente in chiave partenopea; in duo, con Rita Marcotulli al piano; e col toccante “So Right”, omaggio a Joni Mitchell. Restando in tema di anniversari, oltre al 25° di Umbria Jazz Winter, il 2017 coincideva anche col Thelonious Monk centennial, celebrato da Jason Moran con “In my mind: Monk at Town Hall 1959”, concerto multimediale (proposto in 5 repliche).

Umbria Jazz Winter #25 – Rea Pietropaoli Gatto

Cospicua, ovviamente la presenza di artisti italiani: il Trio di Roma (Roberto Gatto, Enzo Pietropaoli, Danilo Rea) è tornato (dopo aver presentato, alcuni anni fa 33) con una proposta dedicata agli standards; alle canzoni natalizie è stato dedicato il concerto Merry Christmas Baby del Fabrizio Bosso Quartet; l’umbro Giovanni Guidi si è proposto sia in trio (con Francesco Bearzatti e Michele Rabbia) sia come piano solo, con Planet Earth; frizzante ed ironica la proposta, infine, dei The Licaones (Francesco Bearzatti, Mauro Ottolini, Oscar Marchioni, Paolo Mappa).

Umbria Jazz Winter #25 – Guidi Ottolini Bosso Bearzatti

Non sarebbe poi Umbria Jazz Winter senza Gospel: è toccato stavolta al Benedict Gospel Choir from South Carolina il compito di rappresentare la tradizione (ma con aperture all’innovazione) della musica religiosa afroamericana.
Una menzione, infine, per tutti gli altri gruppi che si sono esibiti sui vari palchi: Funk Off, Filippo Bianchini Quartet, Luca Velotti Quartet, The Resident Trio (Riccardo Biseo, Massimo Moriconi, Gegè Munari), The Connection Trio (Piero Odorici, Darryl Hall, Roberto Gatto), The New Orleans Mystics, Little Freddie King, Sugarpie & The Candymen, Spaghetti Swing.

Umbria Jazz Winter #25 – Benedict Gospel Choir

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