Si è conclusa a Orvieto l’edizione #27 della versione invernale del festival targata Umbria Jazz, edizione che ha registrato ancora una volta un notevole successo di pubblico, con pressoché tutti i concerti sold-out, molti anche con largo anticipo. Nonostante infatti un cartellone meno altisonante rispetto alle prime edizioni, il successo di pubblico sembra non mostrare flessioni, anzi fa registrare un costante aumento, a dimostrazione che la formula funziona e che siamo ormai di fronte a un appuntamento consolidato.
Sono state cinque giornate moto intense, con numerosissimi concerti (alcuni unici, ma molti che si ripetevano nelle varie giornate) in varie location, a partire dalla tarda mattinata fino verso la mezzanotte (in questa edizione non erano in programma concerti del round midnight).


Tra le proposte più interessanti citiamo l’ambizioso progetto The Magic and the Mystery of the Beatles, con Gil Goldstein che ha riproposto, in maniera ampliata, il The Beatles project, già presentato nell’edizione Spring 2018, stavolta con John Scofield alla chitarra, che si è aggiunto a Jay Anderson e Lewis Nash, e con l’Orchestra da camera di Perugia che ha affiancato l’Umbria Jazz Orchestra. vai alla gallery


Danilo Rea, (storico beniamino di Umbria Jazz Winter), Massimo Moriconi e Alfredo Golino (tre musicisti che hanno accompagnano Mina nelle sue registrazioni degli ultimi venti anni circa), hanno proposto un progetto intitolato proprio Le canzoni di Mina, con una scaletta di brani prevalentemente del periodo antecedente alla colo collaborazione con la cantantevai alla gallery

Un altro beniamino di Umbria Jazz Winter, Paolo Fresu, è stato protagonista con due diversi progetti. Il primo in quartetto, col Devil Quartet insieme a Bebo Ferra alla chitarra, Paolino Dalla Porta al contrabbasso, Stefano Bagnoli alla batteria, avendo anche come special guest, in due diverse occasioni, Gianluca Petrella al trombone e, alla chitarra, Francesco Diodati (presente in ben tre progetti: Floors, Mat e Yellow Squeeds). Il secondo in trio, col progetto Tempo di Chet insieme a Dino Rubino al pianoforte e al flicorno e a Marco Bardoscia al contrabbasso, con ancora Stefano Bagnoli, stavolta come special guest, alla batteria e agli effetti. vai alla gallery


È sempre la Sardegna la terra d’origine di un altro protagonista di questa edizione di Umbria Jazz Winter. Antonello Salis, insieme a Simone Zanchini ha riscosso un notevole consenso con la sua proposta, alla quale non è mancata certo l’originalità e nella quale si potevano riconoscere varie suggestioni musicali, tra le quali le colonne sonore di Ennio Morriconevai alla gallery


Love in Traslation è il nome del progetto, non ché il titolo del recente disco, che il sassofonista Rosario Giuliani ha proposto insieme al vibrafonista statunitense Joe Locke, con Roberto Gatto alla batteria e Dario Deidda al basso. vai alla gallery


Il vibrafono (strumento che Joe Locke ha definito “ingrato”) è stato protagonista anche nel Tributo a Milt Jackson & Bobby Hutcherson del Joel Ross & Warren Wolf Quartet completato, oltre ai due vibrafonisti, da Joe Sanders al contrabbasso e da Greg Hutchinson alla batteria, con la tap dancer Michela Marino Lerman special guest (come anche del pianista Sullivan Fortner). Non poteva mancare un incontro tra i tre vibrafonisti presenti al festival, con  Joe Locke che si è unito al quartetto nel Vibes Summitvai alla gallery


Non poteva esserci edizione di Umbria Jazz senza un tributo al Gospel, presente col Every Praise & Virginia Union Gospel Choir (feat J. David Bratton) nel Gospel Explosion e nella Messa della Pace di capodanno in cattedrale. Presente anche la marching band toscana Funk Off , da molti anni ormai uno dei più popolari simboli del festival. vai alla gallery

Pur rinunciando a elencare per intero tutti i numerosissimi concerti della manifestazione, ricordiamo poi le interessanti proposte dei pianisti Sullivan Fortner (sia solo che in trio con Jay Anderson e Lewis Nash) e Isaiah J. Thopson (anch’egli in trio con Philip Norris al contrabbasso e Zach Adleman alla batteria). vai alla gallery


Infine, tra gli artisti che, per tutti i giorni della manifestazione, si sono esibite non-stop (alternandosi a rotazione dalle 13 a dopo la mezzanotte) al Meeting Point del Palazzo dei Sette, ricordiamo la cantante Greta Panettieri (con Max Ionata al sax,  Andrea Sammartino al piano, Daniele Mencarelli al basso e Alessandro Paternesi alla batteria), il quartetto della pianista-cantante Dena De Rose, con Piero Odorici al sax, Paolo Benedettini al contrabbasso e Anthony Pinciotti alla batteria, questi ultimi componenti della House Band insieme a Daniele Scannapieco al sax tenore e Andrea Pozza al piano. vai alla gallery

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