Innanzitutto è doveroso partire dall’apprezzamento per il coraggio e la tenacia con cui gli organizzatori hanno voluto che, nonostante tutte le difficoltà e le incertezze, questa edizione 2021 di Umbria Jazz vedesse la luce. Incertezze dovute al fatto che un festival del genere va organizzato con largo anticipo, costringendo a scommettere sulla possibile situazione a mesi di distanza; quanto alle difficoltà, quelle ormai le conosciamo fin troppo bene.

Le restrizioni e le complicazioni sugli spostamenti internazionali, le limitazioni sul numero di spettatori (e, conseguentemente, sui ricavi) e la necessità di garantire il rispetto delle condizioni di sicurezza da parte del pubblico hanno portato a una riduzione delle location e ad un programma inevitabilmente meno ricco di quelli ai quali il festival umbro ci ha abituati.
Ulteriori complicazioni e imprevisti sono inoltre sopraggiunti immediatamente prima dell’inizio del festival (l’annullamento del tour europeo di Ben Harper ha privato il festival di uno degli headliner di maggior richiamo), quando non già a festival iniziato (Imany giunta a Perugia ma bloccata in albergo dalla positività di alcuni membri del suo gruppo/entourage, Cimafunk impossibilitato a lasciare la Francia per lo stesso motivo, Gino Paoli costretto a lasciare solo Danilo Rea a causa di una indisposizione), non ultimo la finale degli europei di calcio (che, avendo l’Italia protagonista, ha indotto a spostare i due set del concerto dell’undici luglio uno alle diciannove e l’altro a mezzanotte).

Nonostante tutto ciò e anche se il numero di spettatori non sarà certamente paragonabile a quello di edizioni “normali”, tuttavia, quella di Umbria Jazz 21 è da considerarsi sicuramente una scommessa vinta. Perché il pubblico ha comunque risposto “presente” e perché nonostante le defezioni il roster è risultato comunque di qualità, offrendo anche la presenza di numerosi artisti provenienti da vari continenti.
Sul main stage dell’Arena Santa Giuliana  si sono infatti esibiti: Wynton Marsalis & Jazz at Lincoln Center Orchestra; Stefano Bollani; Billy Hart Quartet (feat. Ethan Iverson); Julian Lage Trio; Enrico Rava – Fred Hersch; “Al gir dal bughi” (Dino Piana, Enrico Rava, Franco Piana, Dado Moroni, Gabriele Evangelista, Roberto Gatto); Cecile McLorin Salvant Duo (feat. Sullivan Fortner); Bokanté; “Correspondence” (Gianluca Petrella, Pasquale Mirra); Brad Mehldau Trio; Branford Marsalis Quartet, “Heroes – Omaggio a David Bowie” (Paolo Fresu Petra Magoni, Filippo Vignato, Francesco Diodati, Francesco Ponticelli, Christian Meyer); Angélique Kidjo (“African Odyssey”); Gonzalo Rubalcaba and Aymée Nuviola’s Band (“Viento y Tiempo”); Quinteto Astor Piazzolla; Danilo Rea; Funk Off.

Appuntamento all’edizione 22, passando per Umbria Jazz Winter e, dal 16 al 19 settembre a Terni, Umbria Jazz Weekend

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