La quarta serata dell’UFF 2015  presenta un programma più eclettico. L’headliner Mauro Pagani è infatti introdotto del cantautore romano Andrea Gioia, che inizia a risvegliare l’emozione del pubblico eseguendo voce e chitarra alcuni dei suoi brani per terminare con Altrove di Morgan.

Ed ecco il momento dell’ex P.F.M. e del suo progetto Creuza de ma’. Ma non si pensi di assistere solo ad una riproposizione del celebre album, o comunque del repertorio di De Andrè (anche se proprio con la P.F.M. il cantautore genovese ha realizzato uno degli album più amati della musica italiana). Pagani, alternandosi tra mandolino, flauto, violino e chitarra, esegue brani di De Andrè, come Don Raffae’ (di cui però dichiara di essersi arreso alla difficoltà di ricordarsi fedelmente il testo), ma anche del suo repertorio solista e, ovviamente della P.F.M., come La carrozza di Hans e, soprattutto, Impressioni di settembre, che è prevedibilmente risultato il momento più coinvolgente del concerto. Concerto un cui il talentuoso polistrumentista ha dimostrato di portare non solo la propria storia musicale ma soprattutto la propria sensibilità e profondità artistica.

A mezzanotte sono i Mamma li turchi a far scatenare il pubblico al ritmo forsennato della pizzica, della taranta e di tutta quella musica che radici antiche e che magari non ascoltiamo sempre, ma portiamo nel DNA. Definirla folk potrebbe non dire tutto di un suono che sembra salire dal terreno, prima su nelle gambe e costringendole a saltare, poi al cuore, scaldandolo, e infine fino alla testa, facendole perdere il senso del dove e regalandole quello dell’ebbrezza. Dioniso ha finalmente riscosso il proprio tributo.

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