La terza serata è di Niccolò Fabi la terza serata al UFF. Ma non solo, e non subito. Ad animare il pubblico, che si è presentato numeroso ad assistere al concerto del cantautore romano, sono infatti prima gli Street Clerks (X factor, E poi c’è Cattelan). In quest’unica data presentano il loro album Fuori, con la loro musica sospesa tra pop e folk (ma con influenze ancora più vaste), ed un sound caratterizzato da trame vocali a quattro voci ed atmosfere che ricordano certo pop folk d’oltremanica. Ad accompagnare il pubblico al main event è Cecilia, con brani arpa e voce da Guest, suo album d’esordio.

Ma è finalmente il momento più atteso. Fabi, dopo il grande successo riscosso in trio con Daniele Silvestri e Max Gazzè, non ci pensa minimamente a riposarsi e si rimette subito in turnée da solo. O meglio, in questo caso, con l’accompagnamento “cameristico” (violino, viola, violoncello e flauto) degli Gnu quartet. E l’artista dimostra subito tutta la sua capacità di entrare in feeling con il pubblico, alternando dialoghi sinceri e non scontati ad interpretazioni emotivamente intense e toccanti dei vari brani proposti in scaletta, tra cui Milioni di giorni, Oriente, Offeso, È non è, Una buona idea, Il negozio di antiquariato, Solo un uomo, La promessa, Costruire, Lontano da me. Non possono ovviamente mancare brani da Il padrone della festa (l’album gioiello del trio) come Giovanni sulla terra e, soprattutto, L’amore non esiste (e la pelle d’oca non è responsabilità di una brezza serale fin troppo fresca) o frutto di collaborazione come Vento d’estate (con Gazzè) e Lasciarsi un giorno a Roma (con Silvestri), che sarebbe “il brano perfetto per salutarsi”. Se non fosse per l’immancabile encore con Fuori o dentro e Linderbergh (di Ivano Fossati).

Sono infine El V and The Gardenhouse con Sergent Garcia (purtroppo penalizzati dal freddo e dall’ora tarda) a chiudere la serata scaldando corpo ed anima al pubblico rimasto.

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