Torna in scena TUCANO con un secondo lavoro dal titolo emblematico: “Stranormale”. L’inadeguatezza sembra essere ormai una costante per molti di questa vita quotidiana in bilico tra passato e futuro. Ci piacciono queste metriche che il rapper romano mescola con una produzione firmata da Hey Max, tra visioni urban rigorosamente digitali e quell’aria sbarazzina, eclettica ed un poco adolescenziale… un mix davvero ricco di quel “rock” che tanto ci piace.

Parlando di rock… non come genere ma come modo di pensare e di vivere la musica. Allora ti chiedo: quanto “rock” c’è dentro “Stranormale”?
Lo spirito Rock all’interno di “Stranormale” si nasconde tra le sonorità elettroniche e il linguaggio rap, ma scorre forte dentro i racconti di vita esplicita.

Che poi parafrasando un po’ questa parola sembra quasi che sia strano essere normali… non trovi?
Esatto, parlo della mia vita e visione del mondo senza dover eccedere in un atteggiamento di stravaganza forzata.

Roma quanto ha influito sulla scrittura di questi inediti?
Ogni vicolo di Roma nasconde migliaia di storie appartenenti ad ognuno di noi, e non penso di essere l’unico a cui non manca segnare nuovi ricordi sparsi per la capitale.
La mia città mi ispira sempre nuove avventure da scrivere, ne ho risentito nel periodo iniziale dell’incisione del disco, ma con l’allentamento del lockdown sono tornate a piombarmi nuove rime addosso.

Non pensi che poeti come Bukowski siano diventati un cliché di normalità oggi? Quasi più famosi per averli sentiti dire dentro mille citazioni che per le loro carriere… e questo concetto non è tanto distante da questo singolo…
Vuoi per sbaglio, vuoi per interesse, noia o moda, chi si avvicina a Bukowski ne resta catturato dalla sua visione del mondo e dal suo stile di vita, dai suoi racconti esasperati spesso discordanti dalla figura del Bukowski citato da chi ne legge le sole frasi estrapolate e decontestualizzate. Trovo spesso i miei pensieri messi per iscritto nelle sue opere motivo per cui le considerazioni su come viene visto passano in secondo piano.

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